Questo ambizioso progetto si propone di riportare Best Explorer in Europa completando così la circumnavigazione dell’Oceano Artico iniziata nel 2012 a Tromsø, ma pasando a nord della Siberia.

Per far questo la rotta dovrà passare dalle latitudini equatoriali dove si trova ora (Tahiti) risalendo lungo le coste asiatiche del Pacifico fino al Giappone e alla Kamchatka.

Il passaggio dello Stretto di Bering, questa volta verso Nord, potrà avvenire presumibilmente alla fine di luglio del 2017, per via dei tempi necessari alla preparazione della spedizione, sia dal punto di vista fisico che burocratico.

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Entrati nell’Oceano Artico la rotta passerà a nord della Siberia e della Russia, fino a concludere la navigazione a Tromsø, porto da cui siamo partiti il 1° giugno 2012.

 Questa navigazione sarà estremamente impegnativa e richiederà un’organizzazione lunga e complessa, nonché un equipaggio con diversi mesi di tempo a disposizione, in quanto non sarà possibile effettuare cambi di equipaggio per tutta la lunghezza del percorso.

La documentazione della spedizione sarà disponibile durante il viaggio ai nostri media partner e naturalmente ai nostri sponsor.

Con l’esperienza maturata durante il Passaggio a Nord Ovest sappiamo perfettamente che cosa ci possiamo aspettare, anche se le coste asiatiche saranno molto meno presidiate e ospitali di quelle americane. Questo renderà la nostra spedizione ancora più interessante e speciale rispetto alla precedente.

 Se otterremo sufficente sostegno, siamo certi di riuscire ad offrire un’occasione unica per evidenziare lo spirito avventuroso e innovativo degli italiani, diventando una delle pochissime barche a compiere quella rotta e di quelle ancor meno numerose ad aver circumnavigato l’Oceano Artico.

Easy Harbor, la nuova app per trovare gratis il tuo prossimo ormeggio

Da oggi trovare un posto in banchina sarà molto più semplice. È appena nata Easy Harbor: una community che ti consente di scambiare il tuo posto barca con quello di un altro diportista.

Solitamente, soprattutto nei mesi estivi, ormeggiare in porto può diventare un’impresa, senza contare i prezzi che in alta stagione possono essere proibitivi. Allo stesso tempo molti posti barca vengono lasciati liberi e restano inutilizzati. Easy Harbor mette in contatto i proprietari, o gli affittuari, dei posti barca attraverso una community e ti consente di programmare la tua crociera riducendo o annullando i costi d’ormeggio in porto.

Come funziona?

Basta scaricare la App Easy Harbor da App store o Google Play, attraverso un qualsiasi smartphone, per poter mettere a disposizione uno o più posti barca e accedere alle offerte inserite da altri diportisti.

Una volta scaricata la App, l’utente si potrà registrare: avrà così la possibilità di inserire le proprie offerte (“Offro Posto Barca”) e ricercare le offerte inserite da altri utenti (“Cerco Posto Barca”).

Prima di partire per la crociera, l’utente cercherà un posto tra le offerte inserite dai membri della community. Trovato il posto nei porti di destinazione, o nei porti limitrofi per le date di suo interesse, contatterà il proprietario per prenotare gratuitamente il posto in banchina.

In caso l’utente non riesca a trovare il posto barca, o le offerte non siano adeguate alle date ricercate, potrà attivare l’invio di mail per essere informato di eventuali nuove offerte inserite nella App.

A chi è rivolto?

Easy Harbor si rivolge a tutti coloro che occupano un posto barca per un natante o un’imbarcazione di qualsiasi dimensione e che desiderano scambiarlo con altri in modo semplice, sicuro e conveniente.

Dove?

La App è già attiva in tutta Italia, in seguito lo sarà anche nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e in tutto il mondo.

Vantaggi

Easy Harbor permette di scambiare posti barca e di entrare a far parte di una community che crescerà sempre di più, consentendo di navigare in tutta sicurezza risparmiando sulle spese di ormeggio.

Ne potranno beneficiare i servizi commerciali nei porti: un diportista che risparmia è incentivato a utilizzare il denaro magari per una buona cena nella marina.

I porti stessi, specialmente quelli che nei mesi estivi si spopolano, potranno aderire a Easy Harbor fornendo posti gratis ed organizzare eventi per attrarre diportisti.

Il Mediterraneo del 2016 è al centro dell’attenzione dei media non solo per le sue bellezze ma anche per i suoi problemi. L’antico crocevia del mondo è divenuta la rotta della speranza per migliaia di esseri umani che spesso seguono le usuali rotte dei croceristi e usano le stesse spiagge dei vacanzieri. Non sta a noi commentare questa vicenda epocale, ma è nostro dovere informare sulle conseguenze per i naviganti.

Grecia e Turchia

Durante l’autunno la rotta migratoria più usata è quella che passa tra la Turchia e la Grecia per le isole di Kos e Samos. Kos è stata specialmente colpita e, anche se i flussi sono drasticamente calati, molti armatori hanno spostato la flotta verso Atene. anche molte compagnie low cost hanno modificato i voli per dirigere il traffico verso Skiathos e Atene. Di conseguenza a tutto ciò sono notevolmente calati anche i prezzi di armatori tedeschi e francesi che lavorano in Turchia. Consigliamo quindi imbarchi nel sud della Turchia (Marmaris o Gocek) e navigazione tra Rodi e Kastellorizo. Oppure imbarchi ad Atene. 

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Sicilia

Le Eolie non sono certamente toccate dai flussi migratori, e solo occasionalmente le Egadi. I nostri skipper lo scorso anno hanno navigato anche a Pantelleria senza alcun problema, ma con la chiusura della rotta balcanica è difficile anticipare i flussi della prossima stagione.

Croazia

Il risultato più diretto della crisi attuale è stato il vero e proprio boom delle prenotazioni in atre località come la Croazia. Se avete intenzione di navigare nelle splendide isole della Dalmazia il consiglio è di prenotare quanto prima e approfittare dei nostri last minutes.

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Altre destinazioni

E’ forse l’estate migliore per cambiare magari destinazione! Aggregati alla nostra flottiglia nel Baltico!

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Luci del nord

Sorpresa: sono letteralmente migliaia le barche a vela che navigano lungo le rotte dell’antica Lega Anseatica tra Copenhaghen e l’Estonia; eppure la temperatura media dell’acqua è quella di un gin tonic, il suo colore piu simile al caffè di Starbucks che al cristallo, il numero di scogli è il debito pubblico misurato in vecchie lire e si incontrano meno specialità gastronomiche in un mese ‘en route‘ che in breve una passeggiata per una frazione di Alba (Cn). No non sono pazzi, perchè in effetti è uno dei mari piu belli in cui si possa navigare.

Certo partire da Copenhaghen aiuta, non è esattamente come Milazzo, Castellammare o Olbia. Tutti i canali tranne uno di questa splendida città sono ‘ormeggio libero’, proprio come a Venezia. Basta rispettare l’unica regola di non ormeggiare a piu di due barche già affiancate e potrete preparare il vostro aperitivo in pozzetto ai piedi di imponenti antichi magazzini riconvertiti a centri di design, aguzze cattedrali gotiche e decine di bar che da noi si definirebbero ‘di tendenza‘, qui semplicemente bar. I canali ammaliano anche gli indigeni che vengono a passare le serate seduti sui moletti o con una bottiglia di vino e due bicchieri o con un piu organizzato griglione portatile per barbecue con piscina di birra annessa, a seconda del numero dei bevitori.

Il Baltico vero e proprio inizia a sud del ponte Oresund, che collega la capitale danese con Malmoe in Svezia, qualche chilometro di piloni – rigorosamente di design – fuori dall’acqua a est e l’ultimo chilometro immerso a ovest. Fa sempre impressione vedere i Tir che scompaiono sotto la chiglia… Tra il ponte e Bornholm, circa 100 miglia, la costa svedese un po annoia, un lungo susseguirsi di spiagge, boschi, pascoli, ville piu o meno eleganti, e villaggi rigorosamente disegnati da Heidi. Ergo in caso di venti da est, si resta a Copenaghen, mannaggia.

Bornholm è di nuovo Danimarca. Sono discendenti dei vichinghi da queste parti e se le sono suonate di santa ragione per una decina di secoli, con isole e cittadine che sono passate da una parte all’altra fino alla fine della seconda guerra mondiale. Numerose ovunque le affascinanti e severe piazze intitolate a questo o quel bagno di sangue, a ricordare che gli scheletri delle moderne socialdemocrazie cosiddette modello non ci stanno in un semplice armadio della camera da letto. Bornholm comunque è una di quelle isole per cui è valso la pena combattere, un primo assaggio di quel curioso mix di spiaggia bianca sarda, scogli vermigli corsi e vegetazione sempreverde altoatesina, punteggiato da deliziosi villaggetti di pescatori dediti all’affumicatura delle ricchezze ittiche autoctone che offrono una varietà capace di accontentare ogni palato, premesso che sia un palato che tollera solo aringhe e salmone. A variegare la dieta ci pensa comunque Jorgen Christensen della premiata ditta Hallegard, macellaio e salsicciaio ‘extraordinaire‘, pare il migliore della Danimarca, paese in cui prendono le polser tanto seriamente quanto noi il 4 a 3 sulla Germania.

E’ comunque il porto piu caro del Baltico, direi esoso a 34 euro a notte. La macchinetta automatica consegna allo skipper una ricevuta adesiva da mettere sulle draglie e un’altra che contiene il codice per i bagni e il wifi. Si consiglia vivamente di fare uso dei bagni a terra perchè essendo il Baltico il secondo mare piu inquinato del mondo, gli autoctoni sono particolarmente affezionati all’uso delle casse nere…

Christianso è, se possibile, ancora piu affascinante di Bornholm. Tre isolotti in croce, di cui due fortificati, a formare un porticciolo naturale. Gli antichi fortini, torri difensive e baracche di legno e pietra sono state sapientemente trasformate in museo, albergo e residenze private dove gareggiano tutti nell’incantevole arte di preparazione delle finestre, in cui raramente marca il modellino di barca a vela. Ti aspetti di girare l’angolo e imbatterti in Max Von Sidow vestito da Settimo Sigillo, o quantomeno Capitan Findus in persona, ma sia guerre che pesce sono finiti quindi non resta che la vita bohemienne a dieta liquida.

Da Christianso a Karlskrona, o comunque per tornare alla costa svedese, sono 50 miglia, e toste. L’ open Baltic, come dicono i portolani, non scherza. I venti da est alzano le onde dalla Lituania e il fetch è lungo quanto la Polonia. Avrà poca acqua il Baltico, perchè è profondo come un reality, ma è vasto sul serio. Ma il ritorno sulla costa svedese premia con l’ingresso nello skärgård, l’arcipelago, un labirintico susseguirsi di isole, scogli e canali che offre circa 500 miglia di navigazione quasi sempre protetta, anche se tutt’altro che rilassante, da Karlstad fino a oltre Helsinki e oltre, quasi al Palazzo D’Inverno insomma, San Pietroburgo. Il numero delle isole, tutte rigorosamente con nomi di mobilio o oggetti Ikea, dei canali e dei possibili ancoraggi è enorme e quindi invece di segnalare ogni bassofondo è stato giocoforza necessario identificare un canale principale e sicuro da seguire, tramite boe e allineamenti, lasciando agli avventurosi l’emozione di uscirne per esplorare passaggi e ancoraggi carte alla mano e senza l’ausilio di boe e miragli. Alcuni passaggi fra scogli saranno di una ventina di metri e per fortuna sono abbastanza protetti dal vento, altrimenti resta sempre discretamente stressante volare a 7 nodi passando da un paletto rosso a uno verde con gli scogli che scivolano via a pochi passi.

I nativi amano ormeggiare ed ancorare con prua a terra. Mentre le ragioni di cio’ sono evidenti nello skärgård, per avvicinare la barca a terra il piu possibile senza rischiare il timone, restano oscure in porto dove non è inusuale assistere ad acrobatici sbarchi via pulpito da parte di rubuste vichinghe negli anta avanzati che oggettivamente sarebbero evitabili con un uso piu appropriato della retromarcia. Ma qui la passerella è un oggetto misterioso. Resta comunque impressionante vedere le barche con l’ancora filata a poppa e la prua praticamente sopra gli affascinanti e rotondeggianti scogli di granito che ornano le verdi isolette. Dalla loro hanno il vantaggio che tra le isole l’onda sia praticamente sconosciuta, e che il fondo di fango e malta funzioni meglio che una calamita. Noi ci siamo prudentemente limitati a restare alla ruota anche per totalizzare il record assoluto di due mesi interi passati a navigare senza mettere il battellino in acqua.

Come cio’ sia possibile lo dimostra il nostro primo approdo in Svezia, il minuscolo isolotto di Utklippan (probabilmente un appendiabiti Ikea), dove i vichinghi hanno scavato un vero porticciolo nella roccia all’interno degli scarni scogli, Ventotene style, con faro rosso e chalets d’ordinanza, mancano solo i gerani. Qui ai porti ci tengono: hafen, havn, hamna, hamma… haven. Heaven. Paradisi. Se un’isola puo’ oggettivamente avere un molo, ci sarà. E se non ci sta se lo inventano.

Altra isola, come sempre bassa e silenziosa, dai profumi di malva ed erica, con le casette rosse di Lego, altro molo, come sempre avvicinato con circospezione vista la presenza di un nativo, perchè nel nostro codice genetico velistico Mediterraneo semplicemente non esiste la manna.

‘Scusi si puo’ ormeggiare qui’?

‘Certamente siete in benvenuti’

‘E possiamo fare una passeggiata sull’isola?’

‘Ma qui siete in Svezia, potete andare dove volete!’

Nel paese le recinzioni sono sconosciute e tutti hanno il diritto di passeggiare ovunque. Nessuno abusa. Si chiama Allmansrätten, o diritto di ogni individuo di godere della natura comune. In questo momento della nostra storia, semplicemente rivoluzionario.

Della splendida Stoccolma il cronista nautico si limita a decantare il fascino della Vasa, un vero galeone seicentesco recuperato da pochi anni, pezzo per pezzo, e ricostruito in una notevole struttura nella zona degli antichi arsenali dove, per inciso, c’è un ottimo marina. Enorme e spettacolare, oltre che davvero ben messa in mostra, la Vasa è parsa, a noi marinai abituati a scorrazzare con omeriche chiglie di piombo, un filo troppo alta nel decoratissimo castello di poppa che si erge per 18 metri dalla superficie. Opinione forse non del tutto campata per aria visto che alla prima raffica si inclino’, l’acqua entro’ dai portelli dei cannoni e la nave colo’ a picco a poche miglia dal porto. Solo 40 dei 160 marinai perirono perchè, dicono le malelingue, l’evento era atteso ai piu…

A nordest di Stoccolma lo skärgård procede con numerose varianti in direzione Finlandia. Le splendide case sulle isole private nei pressi della città iniziano dopo una ventina di miglia a farsi meno maestose e piu rurali, anche se sempre bellissime, mano a mano che ci si allontana, per quasi scomparire a una sessantina di miglia dal centro dove ci sono pochissime costruzioni sulle ultime isole brulle prima del saltino per le Aland, l’arcipelago politicamente-autonomo che divide Svezia e Finlandia. Se possibile le isole sono ancora piu belle di quelle svedesi. Ancor piu selvagge, profumate e solitarie.

Mariehamn è la capitale e porto principale dell’arcipelago, linguisticamente piu svedese ma ahimè archittettonicamente piu finlandese. Forse piu propensi all’ingegneria i finnici sembrano prediligere regole auree di viali alberati, cemento e case anonime ma molto pratiche che pero’ non strappano i soldi dal portafoglio per investimenti immobiliari. Ma tre restano le ragioni principali per una visita prolungata. Prima di tutto è oltre il parallelo 60. 15 gradi – 1700 chilometri – a nord di Milano. Capo Horn è a 56 gradi sud. Secondo il marina ha una sauna spettacolare, ma sopratutto lo stesso marina è il porto della Pommern, due volte vincitrice della Grain Race nel 1930 e 1939, una delle ultime grandi navi a palo rimaste. Quella al servizio del leggendario Gustaf Erikson era gente che ben prima che arrivassero i bretoni con la fibra di carbonio loggava medie di 15-18 nodi, dalle 300 alle 400 miglia al giorno, e la relativa letteratura (Eric Newby e Alan Villiers su tutti) andrebbe resa obbligatoria a chiunque voglia definirsi skipper. La Pommern è li, aperta a tutti, e ognuno è libero di girovagare nelle stive che portavano 2000 tonnellate di grano, passeggiare sul ponte che appare anche in foto devastato dalle onde in tempeste degne di questo nome o curiosare nella lussuosa cabina del capitano.

La navigazione nelle Aland è ancor piu’ complessa rispetto alle skärgård per una ragione piuttosto semplice, che non tutto l’arcipelago è carteggiato. A maggior ragione è essenziale seguire i soliti paletti che qui ai finnici piacciono piu piccoli, stile slalom. Sono di plastica e presumo il toccarli non implichi penalizzazioni, ma la navigazione è tosta, specie con venti allegri, perchè se è vero che i pali sono distanti tra loro come le porte di un SuperG, è anche vero che il timoniere non è in possesso di lamine per fermarsi.

Le strategie di ancoraggio nelle Aland sono quelle della Svezia ma con un piccolo fattore complicante: la privacy. Mentre infatti lo svedese non si fa problemi se porti a spasso il cane nella sua isoletta privata, il finnico non solum non approva tale pratica, sed etiam mal tollera i vascelli ancorati di fronte alle proprie vetrate dalle cui ama far spaziare lo sguardo sulle distese terracque nazionali. Possiamo comprenderli. Pochissimi luoghi al mondo regalano la magica luce che ammanta gli arcipelaghi nordici al tramonto. E ne basta uno per sentirsi davvero sul tetto del mondo.

Un piccolo gioiello di perfezione in splendido isolamento, a 30 miglia a nordovest di Kos. Una piccola baia con 8 boe, superba protezione dal Meltemi, magie di tramonti, acqua cristallina, dimensioni minimal, nessuna barca da charter ma sopratutto una deliziosa taverna a poca distanza dalla baia, che offre uno strepitoso stufato d’agnello. 
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Il piacere di risalire un fiordo o un canale è merce rara nel Mediterraneo, quindi da non perdere la possibilità di risalire la Krka da Sebenico fino a Skradin, 10 miglia di piacere in acque calme, deserte e fresche. 
Ci piace insistere, ma non ci sono altre barche magiche a 3300 euro la settimana ad agosto. Per le bareboat, come disse il commodoro alla regina Vittoria all’arrivo della Coppa delle Cento Ghinee, ‘non c’è secondo’.
Itinerario: Egeo e Dodecanneso
Si è vero, puo’ soffiare il Meltemi e nel qual caso la veleggiata è abbastanza impegnativa, ma ogni volta che navighiamo in Grecia torniamo ad innamorarci come dei ragazzini delle sue isole tutte cosi diverse, dei porticcioli veri, che odorano di pesce, olio e sudore, delle splendide baie riparate, della cucina cosi onesta e saporita
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Spiaggia: Saleccia, Corsica
Non si puo’ chiamare esattamente una baia riparata, ma nelle calme giornate estive è un po come essere ormeggiati in piscina. Il mattino presto, prima che arrivino le barche che affollano i porti di Saint Florent e Calvi, nel silenzio totale, prima ancora che le cicale si sveglino, la barca vola nell’aria, non galleggia…
Barca con equipaggio: Benetti 20 metri, Sicilia
Un Benetti a vela? Ebbene si. Un progetto pazzo che un armatore altrettanto pazzo a deciso di riportare in vita. Lusso di legni, acciai e servizio cinque stelle al prezzo di un catamarano di plastica.
Ristorante: Finikia’s Place, Santorini
Polpo al Vinsanto, funghi ripieni di feta e polpo, spettacolari formaggi alla griglia, souvlaki fish e pollo allo yogurt. Personale attento, vista strepitosa, prezzi di conseguenza. Insomma, Grecia francese, ci piace..
Città dove arrivare in barca: Amsterdam e Stoccolma
Mentre molte delle città dei paesi latini sono lontane dal mare, tutte le grandi capitali del nord sono cresciute intorno a un porto, e il piacere di arrivarci dal mare è unico. Con Sailingtheweb quest’estate puoi arrivare in barca a Amsterdam, Copenhagen, Amburgo, Riga e Stoccolma!
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Ancoraggio: Cap Formentor, Mallorca
La penisola di Cap Formentor, uno dei capi piu impressionanti e spettacolari del Mediterraneo, offre degli ormeggi davvero spettaclari nella parte nord, come ad esempio Figueira e Boquer. Anche la parte sud del capo offre deliziosi ormeggi anche se un po piu laboriosi.
E, last but not least, i migliori last minutes!   http://www.sailingtheweb.it/last-minute-charters/

Sembra impossibile ma vi sono alcuni angoli del Mediterraneo e dell’Europa dove l’offerta charter e le stagionalità vacanziere delle varie nazioni europee lasciano porti e rade relativamente liberi e tranquilli.

1. Turchia  e Kastellorizo

Incredibilmente agosto è la bassa stagione della Turchia, meta prediletta dai tedeschi. quindi si trovano ottime barche a ottimi prezzi. E’ poi sufficiente allontanarsi un pochino da Marmaris per trovarsi in baie solitarie e isole meravigliose, Kastellorizo su tutte…

Sun Odyssey 44i 4 cabine a 2800 euro a settimana

Dufour 500 grand large a 3800 euro a settimana

 

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2. Mallorca est e Menorca

Mentre agosto a Ibiza e Formentera è decisamente un incubo nautico di affollamento e prezzi dei porti, la parte più selvaggia delle Baleari resta sempre quasi deserta. Inoltre le profondissime rade di Fornells, Mahon, Porto Cristo e Porto Colom offrono comodissime boe a prezzi contenuti, se non gratis, e una protezione impeccabile a vento e onda

– Sun Odyssey 44i 4 cabine a 2900 euro a settimana

– Jeanneau 469  a 4800 euro a settimana

 

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3. Sardegna

Abbandonata da Briatore e da sempre snobbata dai tedeschi ad agosto, la Sardegna resta a nostro giudizio sempre un paradiso vero per chi naviga a vela, specie per le meravigliose baie e cale che contornano tutta la sua costa. E poi l’ACQUA per definizione è quella della Sardegna

– Sun Odyssey 439 4 cabine a 2700 euro a settimana

– Cyclades 50.5  a 4200 euro a settimana

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4. Croazia

Con il suo migliaio di isole e l’allergia teutonica per le ferie ad agosto, la Croazia è un parco giochi nautico eccellente per tutto il mese d’agosto, mentre si tende a parlare un po troppo tedesco nei mesi contigui. Magari scegliete le isole più lontane, scendendo fino a Vis e Mljiet!

– Grand soleil 50  4 cabine a 3200 euro a settimana

– Jeanneau 53 a 5 cabine  a 5200 euro a settimana

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5- Baltico

La magia del nord con il sole fino alle 11 di sera, le migliaia di isole e fiordi, il piacere delle acque calme e la tranquillità assoluta di un lago alpino. Sempre.

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