Le donne in barca, che meraviglia, che tragedia

Ebbene si, signori, possono essere come le olive verdi con il pastice, o come la sabbia nel costume… Loro lo sanno, che la barca può esserle complice o nemica, lo sanno bene. Alcune la sfidano, entrandoci ingenuamente in competizione, altre la sopportano, qualcuna la usa, pochissime la capiscono, raramente se ne innamorano (…e fanno innamorare anche te).

La parabola, di conseguenza, è mio malgrado quasi sempre discendente, perché vive in forma direttamente proporzionale alle storie che le portano a bordo, che, si sa, non durano quasi mai in eterno, soprattutto se devono contemplare al posto di una semplice famiglia, un uomo, una donna e qualche metro di legno, vetroresina e acciaio. Si, perché una donna in genere non compra una barca da sola, ci si trova a bordo, e c’è sempre una storia dietro, spesso romantica, quasi sempre intrigante, a volte importante: una vacanza diversa che ha il sapore di amori leggeri, salati e frugali, uno skipper per cui perdere la testa, un uomo appassionato da sempre con cui condividere una vita di vento e mare.

Ma ora parlo con voi, meravigliose femmine dei marinai, ascoltatemi: per noi la barca è un amore cosi forte da risultare sempre la migliore metafora dell’avventura, della vita, del sesso, della nostra irrequietezza, della nostra insostenibile ricerca di continui orizzonti inarrivabili, ancora da scoprire, questo dovete ricordarvi amiche mie, quando siete con noi su quei meravigliosi, scomodi, pochi metri quadri. Sono dispiaciuto che sia difficile fare un bidè, asciugarsi i capelli, escludere gli oli solari perché macchiano il teck, non avere il 220 sempre a disposizione, dover appendere reggiseni e mutande griffati alle scotte e rinunciare per qualche ora al tacco 12: questa è la barca, con i suoi limiti, con il suo invifiabile fascino, che a noi manca come l’aria, non appena mettiamo un piede a terra.

Ma quanto può esservi alleata, invece, una barca…..? Si può immaginare qualcosa di più forte, intrigante, completo, sensuale, libero… di due emozioni cosi forti insieme, voi e la barca?… io no, non riesco, non ci sono mai riuscito. Anche il solo pensiero della sintesi perfetta tra le due cose, mi riporta a baci salati, brividi sulla pelle di venti leggeri in fresche rade estive…, boline inclinate e occhiate maliziose, tramonti felici, occhi lucidi di vento e di mare, avventure condivise, calici freschi di aperitivi infiniti, candele romantiche e profumi di mare.

Perdonatemi, forse sono solo un romantico sognatore, sempre insoddisfatto, sempre alla ricerca dell’emozione perfetta, quella che non basta mai, quella che “la più bella deve ancora arrivare…”, ma voglio provare a darvi un consiglio, umile, pulito, sincero….: se non volete condividere la barca con un uomo, non fatelo, se lo fate solo per lui, piuttosto lascatelo solo, in quegli spazi che di certo non vi tolgono nulla, ma vi restituiscono compagni felici. Oppure andateci da sole, tra di voi, (magari con uno skipper discreto…): credetemi, potrete scoprire stupite che può essere meglio di un centro benessere…, e regalarvi emozioni, complicità, sorrisi, vita vera, che il denaro non potrà mai comprare.

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4 Commenti for “Le donne in barca, che meraviglia, che tragedia”

marino

dice:

vedo pero’ che il rolex e un po’ di bracciali d’oro e platino vi seguono lo stesso .. ottimo per i pirati …

Cristina

dice:

ci vado per passione adesso… da piccola con le frustate di mio padre…. tanti anni senza
e adesso se posso neanche un we senza…. e non ho mai avuto la fortuna di condividerla con un fidanzato…

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