Salone di Dusseldorf

‘Per me l’essenziale è che ci sia qualcosa di bello tra le due estremità della barca’

Il team di Sailingtheweb al completo ha passato quattro giorni all’organizzatissimo salone di Dusseldorf per valutare le barche che stanno arrivando sia sul mercato delle barche da charter che su quello degli appassionati di vela. Si perché premettiamo subito che ormai la tendenza è netta e consolidata. Vi sono barche ideale per passarci una settimana o due in vacanza in mari tranquilli, oppure vi sono barche costruite per il mare e per la vita. Vie di mezzo non ce ne sono più! Definiamo prima di tutto la differenza tra barche per proprietà (e quindi navigare), e invece le barche da charter. Nelle barche che compreremmo innanzitutto ci deve essere belezza. Poi vorremmo un tavolo di carteggio grande, una robustezza costruttiva notevole, winch e attrezzatura di coperta razionale e ben raggiungibile, tientibene all’interno, una buona quantità di legno, linee d’acqua belle e marine, una cucina con i controcosi e attrezzatura interna di qualità. Tutte queste cose invece sono in via di sparizione sulle barche da charter, in favore di spazi enormi, impraticabili divani rotondi, prendisole oceanici, pozzetti tipo miniera a cielo aperto

Barche da charter

La gamma che ci è piaciuta di più è la Beneteau Oceanis, specialmente il 41. La spiaggetta ribaltabile a poppa è strepitosa, gli spazi notevoli, le finiture ottime, la fruibilità notevole. Basta non appoggiarsi alle paratie veliniche e non aprire gli sportellini per verificare le prese a mare, evidentemente modello gardenia, per immaginare una piacevole settimana di vacanza con venti non eccessivi. E’ infatti probabile che in caso d’onda, mancando i più banali tientibene, una scivolata ci porti direttamente nella doccia senza passare per la porta.

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Bisogna ammettere che non c’è spiaggia così comoda su un 4 piedi! Basta non mettersi in testa di fare una traversata atlantica ;)… Il 45e il 48 ricalcano la stessa logica, con una netta predilezione per gli spazi sia interni che esterni, una barca larghissima e design molto raffinato. Chissà come vanno in bolina!

Un’altra eccellente idea del cantiere Beneteau sono i due prendisole al lato del passauomo. Certo, bisogna salire fino al 55 piedi per provare l’ebbrezza di stendersi su una vera a propria sdraio sul ponte della barca, ma non dubitiamo che gli equipaggi femminili apprezzeranno.

Jeanneau invece presenta il Sun Odyssey 469, che è un’eccellente notizia per i charteristi. Finalmente infatti una barca a prezzi competitivi con 4 cabine matrimoniali e 4 bagni in una categoria dove è già un’impresa trovarne 2. Vero, la plancia di poppa non è enorme come qualla dell’Oceanis 48 ma non si puo’ avere tutto dalla vita.
Beneteau e Jeanneau continuano quindi nella loro strada di offrire barche disegnate apposta per il charter, con linee di interni fresche, ottime rifiniture e idee interessanti. Continua a piacerci l’abat-jour fissa sul tavolo del pozzetto, da un tocco di classe e fa veni voglia di un drink in pozzetto. Pozzetti che, va detto, sono sempre piu’ vasti. Cosi vasti che in effetti c’è da chiedersi come sia la performance di queste barche in bolina. Ma d’altra parte, perchè porsi questa domanda? Se tutto va bene porteremo queste barche al massimo un paio di settimane d’estate in Mediterraneo, raramente faremo navigazioni oltre le 25-30 miglia al giorno e se anche capitasse una bolinaccia, andatura che personalmente non amo, ben venga in nodo e mezzo in meno per avere un pozzetto dove giocare comodamente anche a ping-pong.

Bavaria risponde con i nuovi 41 e 46 piedi. Passati, fortunatamente diciamo noi, i tempi in cui il cantiere tedesco proponeva interni di simil-radica di una pacchianità siderale nella convinzione che una barca deve sfoggiare quanti piu metri quadrati possibile di simil-legno del tipo usato dalla Mercedes nelle lucide decorazioni vicino al cambio… Ora le linee sono piu diritte, colori ciliegio e luminosità apprezzabili, interni in linea con i Beneteau sia nelle idee che nella qualità. Vero, da fuori il disegno è particolarmente pesante. E’ evidente che con i paletti imposti dalle dimensioni delle cabine interne, anche un genio come Farr fa fatica a disegnare qualcosa di apprezzabile. Imponenti anche in questo caso le plance di poppa tipo spiaggia, e ci è piaciuto il pozzetto di entrambe le versioni. Molto bello anche il tavolo di legno con la sua bella abat jour e davvero vasti i divanetti. Per inciso, la bussola è ora sul tavolo del pozzettoe non piu davanti al timone dove invece campeggiano gli schermi. D’altra parte è oggi un elemento decorativo!
Quello che piu apprezziamo di Bavaria è che ha il coraggio di mettere bene in mostra i winch, mentre i cantieri francesi sembrano vergognarsi e fanno di tutto per nasconderli.

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Abbiamo intavolato una lunga discussione con Oyster e altri cantieri su questa nuova moda di posizionare i winch appena a nordest del timone, fuori dal pozzetto, comodi da raggiungere solamente per il timoniere. La tesi del costruttore è che di solito c’è poca gente a bordo e il timoniere in questo modo puo’ manovrare sia il timone che le vele. E che in caso di virata puo’ fare tutto da solo. Peccato che ‘navigare in pochi’ significa di solito ‘navigare con il pilota automatico’. Quindi per regolare le vele sei costretto o a uscire dal pozzetto oppure a schiantarti le costole. E si sa che stare scomodi con un genoa di 140 metri quadri significa rimetterci un dito. In caso di virata poi, tutto vero, ma se qualcosa va storto? Resta il fatto che gli Oyster sono barche semplicemente meravigliose, solo che sono care da morire… Eppure meritano una menzione nelle barche da charter perché sono, a nostro giudizio, le migliori in assoluto. Il nuovo, spettacolare Oyster 575 che viaggia intorno ai 2 milioni di euro e ci vogliono 3 anni di attesa per averlo, può ospitare 4 ospiti nel lusso più raffinato al prezzo di circa 2500 euro a persona a settimana, 10000 euro, compreso skipper e cuoco. Il rapporto prezzo settimana su valore della barca è piccolissimo, parliamo di 1 su 200

Alcuni cantieri hanno pero’ brillantemente risolto la questione, con una chiusura del pozzetto di fronte al timone e verricello comodissimo da usare per tutti. Proposta dal nuovo canitiere Azuree… Barca molto bella il 46 piedi con una bellissima serie di nuove soluzioni in pozzetto come la disposizione dei verricelli e il divanetto che si amplia fino a diventare un comodissimo prendisole:

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Hanse continua con la sua strada autodefinita come barca Ikea. Belle linee diritte e squadrate, design minimalista, fiocco autovirante, prezzo bassissimo e tutto il resto optional. Ne abbiamo noleggiati diversi la scorsa stagione e bisogna dire che le referenze sono state ottime, quindi la nostra innata diffidenza verso il marchio potrebbe anche essere prevenuta! Stranamente mentre la barca costa generalmente meno di Bavaria e Oceanis, spunta anche prezzi più alti nel charter.

Altri marchi

Non potevamo certo sorvolare su alcuni marchi storici della vela di qualità, barche che sono spesso disponibili per i charter con equipaggio. Ci hanno molto deluso Wauquiez, Serigi e X-Yachts, da sempre considerati marchi premium. Vero, hanno certamente ridotto i prezzi, ma adesso fanno anche le stesse barche che Beneteau ha sempre fatto bene e continuano a chiedere un leggero premio per il loro brand. E’ davvero triste entrare in una di queste cabine di poppa trovandosi di fronte un immenso vascone di plastica che evidentemente non meritava di essere ricoperto con alcun tipo di materiale. Insomma, fai bollire l’acqua per la pasta e in cabina piove per la condensa. La sensazione è che la scelta sia solo quella di fare barche che non potranno mai trasformarsi in una casa, in un’alcova, in qualcosa da amare, ma saranno sempre e solo strumenti da utilizzare per le vacanze estive. Triste anche notare che anche gli Hallberg Rassy più piccoli, sotto il 43, seguono la stessa linea

Barche da acquistare

Ben magro è il numero delle barche di cui ci si innamora a prima vista e i nomi sono sempre quelli. Hallberg Rassy, Najad, Nauticat, Oyster. Ma questa volta, come San Paolo sulla via di Damasco, abbiamo davvero avuto la folgorazione, l’amore a prima vista. Non è una novità perché produce barche da 30 anni. 3 barche all’anno, a mano, una per una. Sono prodotti soltanto in misure di 36 e 40 piedi, di nuovo come una volta, e sono bellissime. Si chiamano Scalar Yachts e non abbiamo visto barche più belle di queste dai tempi dei vecchi Swan di Sparkman e Stephens…

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9 Commenti for “Salone di Dusseldorf”

Luisa

dice:

Oyster 545 ti amo, sarai mia!

MERNA

dice:

IO HO LASCIATO LA VELA E LE SUE FANTASIE, TANTO NON VANNO DA NESSUNA PARTE, AL MASSIMO IL GIRETTO IN CORSICA !!
COMPRATO UN BEL DISLOCANTE IN ACCIAIO : STURIER 400 OC.
COMODISSIMO, CI VIVO NOVE MESI ALL’ANNO.
FANTASTICO!

dice:

Ho anche io un debole per il dislocante a motore, e ho avuto l’onore di accompagnare con la mia barca a vela la prima barca a motore intorno a Capo Horn nel 2001. Il suo skipper, il mitico Ken Murray, aveva verificato dollari alla mano che per fare il giro dell’America del Sud era più conveniente il gasolio rispetto al costo di alberi, vele e sartie. E viaggiava comodo con il suo letto matrimoniale king size, il camino a legna e il tornio nella cabina di prua. E’ in effetti una tendenza che seguiamo, almeno finchè ci sarà gasolio ;)…

Luciano

dice:

Complimenti per l’articolo, finalmente qualcuno che dice le cose fuori dai denti senza far sospettare nessuno sponsor alle spalle. Cerco, appunto, una barca alcova da amare a prima vista, un weekender come lo chiamano oggi sui 10 metri….e non lo trovo per le stesse motivazioni esposte.

dice:

Caro Luciano… il cantiere Scalar costruisce un meraviglioso 34 piedi, da perderci la testa. Se non avessi già un antico Swan e avessi i soldi lo comprerei subito… verifichi il sito del cantiere… Buon vento

Franco

dice:

Ah se la metti così allora:
diamo uno sguardo anche ai

Bombigher
Carlini
Cherubini
Tradewind

e chissà quanti altri non ne conosco

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