L’oceano

Ci sono mille ragioni per cui restiamo affascinati dall’idea di attraversare un oceano, ma fondamentalmente si riducono tutte al nostro istintivo bisogno di Romanticismo, quell’atavico desiderio di scoprire le emozioni e i sentimenti che una molto poco astratta distesa di acqua non potabile offre a chi ci si avventura.  E’ proprio questa parte soggettiva, astratta e poetica che è dentro di noi che vale una riflessione, piuttosto che i tecnicismi di un oceano che, ci piaccia o no, ai nostri vagheggiamenti è totalmente indifferente. Non ha senso quindi chiedere ad altri cosa significhi attraversare un oceano, visto che la risposta è dentro ognuno di noi, e sempre diversa.

Diceva Nicolas Bouvier ‘E’ la contemplazione silenziosa degli atlanti, a pancia in giu’ sul tappeto, che da la voglia di piantar tutto. Pensate a un oceano, alle idee che vi aspettano, alle musiche che vi risuonano. Quando il desiderio resiste anche dopo i primi attacchi di buon senso, si inventano ragioni. E ne trovate, ma non valgono niente. La verità è che non sapete come chiamare cio’ che vi spinge. Qualcosa in voi cresce e molla gli ormeggi, fino al giorno in cui, non troppo sicuri, partite davvero. Un viaggio non ha bisogno di motivi. Basta a se stesso. Pensate di andare a fare un viaggio, ma subito è il viaggio che vi fa, o vi disfa

Non ricordo cosa mi spinse a sognare l’oceano, ma ricordo le emozioni che provavo. Erano gli anni in cui si pensa solo a fare l’amore, e a navigare. Che è poi fare l’amore con il mondo.

Senza aver mai preso in mano un timone un giorno telefonai alla Lega Navale per sapere come arrivare dall’altra parte dell’Atlantico spinto dal vento. Mi dissero di iniziare a fare dei corsi di vela. Certo, sembra la cosa piu’ sensata da fare. Ma che sarebbe successo se avessi risposto la stessa cosa alle decine di sognatori che, come me senza aver mai preso in mano un timone, hanno attraversato un oceano sulla mia barca? In mezzo all’oceano è piu’ importante saper sognare o saper virare? Gli occhi di un giovane che guarda l’orizzonte, solo al timone in mezzo al nulla liquido possono dare la risposta giusta.

Non chiedere consiglio a un ‘esperto’ quando inizi a sognare l’oceano. Compra un libro di mare, che sia dell’Ammiragliato inglese o di Patrick O’Brien non importa. Apri le Pilot Charts e i tuoi desideri, segui quelle linee precise, quelle sensuali frecce disegnate dai capricci del vento, un atlante dei sogni tramandataci da secoli di sognatori e scegli solo due punti: il porto dove il tuo cuore scoprirà se stesso entrando nell’oceano, e quello dove l’unica cosa che conta è arrivare sano e salvo, perchè il sogno si sarà realizzato.

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