A vela in Croazia

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Quando: Maggio a Ottobre

Porti di partenza: Spalato e porti limitrofi fino a Sebenico (7 marina in circa 60 kilometri tra i quali Kastela, Plinut, Trogir, Mandalina)

Itinerario suggerito: Spalato/Sebenico- Krka (Skardin) – Kornat – Telascika – Smokvica – Maslinica – Hvar – Lastovo – Mljet – Korcula – Vis – Sebenico

Miglia: 150-180

Difficoltà: bassa

Accorgimenti pratici. Fate la spesa sulla terraferma: poco o nulla si potrà trovare tra le isole, il negozietto dell’unico marina del parco nazionale ha un’offerta che avrebbe fatto ridere persino ai tempi del razionamento, i rari pescatori hanno contratti in esclusiva con i pochi ristoranti e l’unica imbarcazione che vi avvicinerà non offrirà altro che il biglietto del parco nazionale in cambio di 10 euro a testa al dì… Da notare che gli addetti a quest’ultima attività sono particolarmente brillanti e solerti. La Dalmazia vive di turismo, e si vede. Inoltre, per quanto anche un perfetto ignorante di pastorizia posa notare che queste isole sono il paradiso per il genere caprino, trovare un cosciotto d’agnello è un’impresa che riesce solo nelle grandi città o nella macelleria di Hvar. Peraltro, se vi piacciono gli agnelli che sanno poco d’agnello, andate in Scozia
Meteorologia: navigate con la radio accesa sempre sul canale 16 per gli avvisi di maltempo. Assicuratevi di avere a bordo due cime lunghe abbastanza per ormeggiarvi a terra. Assicuratevi sempre che l’ancora abbia fatto buona presa. Se sulle isole ci sono pochi alberi, anzi direi nessuno, non è solo merito delle capre che un tempo salassavano il sottile suolo delle isole, ma anche del vento che soffia da maestro, tramontana e greco con autorevole persistenza, per quanto non frequentemente in estate. La geografia delle isole aiuta e vi sono innumerevoli alternative di ancoraggio, ma tenere sempre ben presente che: i fondali sono quasi sempre una fitta foresta di alghe dove la maggior parte delle ancore (danforth e delta in particolare) scivolano felici. Se c’è tanto vento portate le cime a terra e lasciate a queste il compito di difendersi dal vento. RICHIEDETE UN SET DI CIME A TERRA AL MOMENTO DEL CHECK IN!!!!. Inoltre non aspettatevi che tanta generosità geografica e collinosa ondulazione geologica finisca a 4 metri sotto il livello del mare con un bel fondo di sabbia… le onde di roccià, perché proprio a questo l’arcipelago assomiglia, continua sott’acqua con la consueta abbondanza di pietre e inclinazione perversa, quindi assicuratevi di avere tanta catena (perché vi capiterà di dar fondo in oltre venti metri) e una cima per allungarla ulteriormente a portata di mano. In ogni caso, se volete dormire sempre sonni tranquilli, ancora verso il sottovento e due belle cime a terra: tanto lavoro (e ricci e pietre aguzze…) che non rimpiangerete di notte se il vento ululà (e castello ululì…). I balcani sono grandi e rocciosi, quindi facilitano la formazione di piacevoli brezze tra l’una e le 6 del pomeriggio. Se qualcuno vi ha detto che l’acqua da quella parte dell’adriatico è più fresca, non credetegli.
Marina: solo un paio di marina in e vicino alle incoronate: Piskera (carino) e Zut (non visitato). Armstrong Global è comunque contraria ai marina, come sapete, specie ai costi odierni (60 euro in Croazia per 45 piedi).
Acqua e gasolio: spesso quei volponi dei marina passano mancette sottobanco ai distributori di gasolio perché si perdano le chiavi dell’acqua, e il marina non lascia attraccare solo per rifornimento liquidi. Eggià, pensavamo di essere furbi solo noi italiani? Quindi rispondiamo con adeguata prontezza: mancette, avvicinarsi ai pontili dei marina prima che arrivino gli addetti la mattina presto e attaccarsi alla manichetta, preferire posti poco affollati e non illudersi di poter attraccare in piazza a Hvar a ferragosto, fare acqua e la spesa e poi partire.
Prezzi: a metà strada tra Rimini e Porto Cervo. Sono già pronti all’ingresso nella CE
Varie: le carte di credito sono considerate alla stessa stregua dei biglietti da visita e i bankomat non ci sono nell’arcipelago. Quindi fornitevi di liquidi in abbondanza. Ogni giorno nel parco sono 10 euro e ogni cena fuori sono 50… a testa. Beato che c’è stato nel dopo-tito, con il parco gratis e l’aragosta poco più cara della birra. A proposito di birra, le locali sono ottime (Ozuisko e Lasko in testa). Le sane e oneste bottiglie da un litro di vino locale il più delle volte non deludono, ma tanto ormai vi sarete accorti che il vino è uguale o quasi dappertutto, in estate ( a meno che non scegliate una crociera di degustazione Armstrong Global…), e col caldo che fa meglio privilegiare la quantità che la qualità. Come sempre, a beneficio dei nostri clienti, siamo stati costretti a ingerirne quantità norevoli per scoprire se fanno venire il mal di testa di mattina. Il risultato è stato come sempre ambiguo: ma un tutto dell’acqua aiuta.

Per i ristoranti, estratto dalla pagina del Gambero Blu:
Isola di Solta – Maslinica: Ristorante ‘Conte Alberti’
Isola di Kornat: il ristorante sulla baia di Opat, la cala piu a sud dell’isola Kornat
Lastovo, baia Zlakoplatica (costa nord)- Ristorante Triton
Coop. Pescatori (molo coperto) – Muggia (TS) +39 040 275331
Fora per Fora via Diaz 9 – Trieste +39 040 9197873
Enoteca Marino, prossimità piazza Unità – Trieste
Sidro – Lussin Grande – Porto Vecchio
Rovigno – ristorante ‘Da Gianni’
Bepi – Novigrad (Cittanova)
Pirano (Slovenia) – ‘Fontane’

Destinazioni
Primo itinerario di una settimana: natura e selvaggia nelle Incoronate. Splendide baie, panorami unici e nessuna discoteca. Facilmente raggiungibili attraversando le protette acque dei canali tra le varie isole dai porti di Zara, Murter, Sebenico, Biograd e altri, l’isola di Kornat e le sue gemme circostanti offrono un paesaggio unico nel Mediterraneo e meritano una crociera settimanale.

Kornat, scegliere, ovviamente, la costa ovest: testato e approvato con ottimi voti, speciè per il patè di pesce, il ristorante di Opat (estremità sud di Kornat), che comunque vi alleggerirà di cinquanta sacchi a testa. Tra l’altro è un bellissimo ancoraggio e una passeggiata porta sul colle che conclude la corsa dell’isola al di fuori dell’acqua. Le sette o otto baie risalendo la costa ovest sono tutte notevoli e con il solito paesaggio lunare verso est. Il ristorante di Vrulje è stato massacrato dalle critiche. Lopatica è molto carino e finalmente si trova qualcuno che cucina il montone che, come volevasi dimostrare, pascola entusiasta la brulla isola. Difficile, in ogni caso, trovare una brutta baia… ognuno si scelga quella che preferisce.

Smokfica: quest’isoletta a sud di kornat è davvero bellissima, specie l’ancoraggio a sud dell’estremità nordovest, che lascia l’impressione di essere in un lago alpino. Per la cronaca, una smokvica (pr. Smocviza), è una fighetta, inteso, ovviamente, come il frutto.

Lavsa: è uno degli scali più protetti e famosi dell’archipelago. Poco spazio e profondità all’interno per la barca che usavamo (Grand Soleil 50, che raccomandiamo per la sua velocità e comfort).

Piskera: unico marina dellarchipelago. Un po’ scrauso, ma l’area intorno è notevole:

Passaggio all’esterno. Vale certamente la pena veleggiare almeno in una direzione vicino alla costa ovest delle isole che formano l’archielago. Rocce a picco sul mare, strapiombi spettacolari, rovine antiche come perdute sulle scogliere, fari severi e acqua trasparente.

Parco nazinale di Telascica: subito a nord dell’isola di Kornat inizia l’isola Lunga (Dugi Otok), dalla quale è separata da due stretti passaggi, il più sicuro dei quali è quello più a nord (Mala Proversa) con oltre 4 metri d’acqua. La baia di Telascica è un parco nazionale indipendente e meno caro (7 euro pp), con acque protette e calme, piacevoli brezze, zone di boschi e pini, un lago (Mir) e diverse possibilità di ancoraggio. Mentre la più famosa di queste e la baia presso in lago, a ovest, che si ragginge con una breve passeggiata, a noi è piaciuta molto una piccola ma profonda insenatura circa un miglio a nordest dell’entrata, chiamata Cuska Duboca. Bisogna portare le cime a terra perché non c’è spazio per il brandeggio, ma la calma è totale, anche se la baia è orientata nel senso della bora e priva di alberi, ad indicare che con questo vento non sia una scelta sagga

Krka: il lungo estuario del fiume Krka, che inizia a Sebenico, si abbina naturalmente con l’itinerario di una settimana Kornat-Dugi Otok. Personalmente, a parte il fascino di poter navigare per ore all’interno di un lungo fiordo di bianche pareti calcaree e selvagge, ci aspettavamo qualcosa di più. Indiscusso il piacere di nuotare in acqua fredda e dolce a Skradin, che è davvero un paesino carino con raccomandate offerte culinarie, ma le cascate all’interno del carissimo parco nazionale sono a nostro giudizio un po’ sopravvalutate, ma comunque d’obbligo.

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