Dal Mar di Cortez

Appunti di Navigazione (Best Explorer – Mar di Cortez 2014) La base che abbiamo scelto per Best questa estate è Guyamas, abbiamo deciso di esplorare la parte nord del Mar di Cortez, che ben pochi visitano partendo dalla zona più turistica di La Paz nella lontana parte sud della penisola di Baja California. Navigando verso nord lungo il Sonora, la costa vista dal mare è una sequenza di promontori dai colori rossastri, resti di antiche colate laviche. Le rocce mostrano l’azione della lava nelle forme contorte, sovrapposte caoticamente, bucherellate, spinte a volte verso il cielo con punte aguzze e nel contempo curiosamente ritorte. Una di queste montagne ha il nome del tutto appropriato di Tetas de Cabra, duplicata nella sua forma e dimensione di cono lievemente rigonfio e terminante in due pinnacoli gemelli. Tra i promontori si aprono baie abbastanza marcate intervallate da spiagge di sabbia e da pareti a picco. Al largo cominciano a incontrarsi isole che si fanno più frequenti man mano che si procede verso nord, fino a restringere il Mar di Cortez e quasi a sbarrarlo con le più grandi e importanti, Tiburon e Angel de la Guardia. A nord del loro sbarramento la natura del mare, invece di diventare più mediterranea, si fa al contrario oceanica, con maree importanti che all’estremo nord superano i sette metri di ampiezza e con correnti altrettanto significative. Anche l’acqua, che vicino a Guaymas è piuttosto torbida, per la presenza di bassifondi e di una notevole quantità di plancton, diventa sempre più limpida e fresca, almeno in questa stagione. Man mano che si procede verso nord anche le rare presenze nautiche diventano eccezionali. Molte delle nostre notti sono trascorse in ancoraggi solitari e intriganti. La presenza animale è continua e di un’abbondanza stupefacente. Gli uccelli di mare e i pellicani si raggruppano spesso in nuvole eccitate che si tuffano a capofitto a pescare tra i banchi di pesce, sollevando alti spruzzi ben visibili anche da lontano. I delfini accorrono in branchi numerosi e ci dedicano pochi secondi del loro tempo accompagnandoci nel nostro procedere, impegnati come sono a partecipare al banchetto quasi onnipresente. Le isole più scoscese ospitano centinaia di leoni marini, che si riposano sdraiati sulle rocce più lisce o latrano facendo risuonare le caverne scavate nella falesia, mentre alcune galleggiano a pancia in su dormendo giusto sotto al superficie del mare, con le pinne pettorali e caudali sole a sporgere come banderuole. L’acqua è satura di vita minuscola, che la notte, scura in queste settimane senza luna, risplende della luminescenza spesso accesa dai pesci in caccia notturna. Il mare, spesso licio come una tavola, ogni tanto si arrabbia spazzolato da un vento violento che arriva principalmente da nord. Molti ridossi, per fortuna, sono protetti da questa direzione e ci permettono di passare notti tranquille. Il maggior problema è costituito dall’inadeguatezza della cartografia, non solo del tutto spostata dalle posizioni del GPS, ma anche priva di dettagli anche importanti. Neppure in Groenlandia, dove le indicazioni di profondità mancavano del tutto, ci siamo trovati in così grande imbarazzo. Per fortuna la visibilità è ottima e le indicazioni della sola guida nautica che siamo riusciti a procurarci sono abbastanza precise da guidarci con una certa tranquillità nei principali ancoraggi. Best è attrezzata con 100 metri di catena e due grossi rotoli di cima a poppa, mentre la deriva mobile le garantisce un pescaggio ridotto a 1.4 per gli atterraggi e i passaggi più critici. In generale abbiamo trovato fondi ottimi, di sabbia chiara (una foresta di lunghe alghe intricate cresce rigogliosa nelle zone dove qualche sasso consolida maggiormente il substrato). Dando ancora in 5-6 metri con le canoniche 5 lunghezze ben distese non abbiamo mai dovuto ricorrere a interventi precipitosi nel cuore della notte, rare volte solo con la leggera seccatura di un po’ di rollio dovuto al contrasto tra vento leggero, un po’ di corrente di marea contraria e magari anche un residuo d’onda di rimbalzo, ma quasi sempre ci siamo addormentati su Best immobile, con un cielo straripante di stelle e l’acqua liscia scintillante di bio-luminescenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *