Isole Pontine e Flegree

Da non perdere: Capri – Costiera Amalfitana – Procida – Ventotene – Ponza

Porti di partenza: Napoli, Procida e Salerno

Quando andare: tra aprile e ottobre

Itinerario suggerito : Salerno – Capri – Procida – ventotene – Ponza

Miglia (approx) : 110 – 130 miglia

Difficiltà: media per l’assenza di ripari dall’onda lunga e per la scarsa qualità degli ancoraggi. Facile d’estate

Meteo: la zona è soggetta a correnti anche robuste e a onde da SO e NO, in ogni mese dell’anno. Ovviamente luglio è il mese più calmo e Agosto a volte pazzerello. Si può ragionevolmente aspettarsi una bella crociera a partire da metà maggio. Ma data la scarsità dei porti e degli approdi, consigliamo di avere sempre una chiara idea di come si evolverà il tempo e di come si muove il barometro. Gli uniciposti sicuri con ogni tempo dove è facile entrare anche di notte sono: Circeo (occhio alla base Americana), Formia, Ischia Porto (ma è sempre pieno…), Porto Miseno, Napoli e Salerno. Facili da raggiungere e ottimi con burrasche da NO: Ponza, Ischia Ponte (a SO del Castello Aragonese) e Procida-Corricella. Per burrasche da SO Ventotene, Ischia Ponte lato NO. Gli ancoraggi non sono abbondanti e spesso il fondo è cattivo tenitore. Porto Miseno è il migliore, poi Ponza e Corricella non sono da buttare. Ancoraggi di bel tempo e meritevoli per la bellezza del posto: Palmarola angolo SE, Chiaia di Luna a Ponza, Ventotene lato est, Capri-Faraglioni.

 

Le destinazioni

Ponza merita un posto molto in alto tra le isole più belle del mondo. Il paesino rasenta la perfezione, vi sono almeno un paio di ristorantini davvero buoni e genuini, la costa davvero spettacolare, il pesce ottimo e le spiagge da ricordare. Tutto ciò ha un prezzo, ovviamente. L’isola offre un riparo scarso e nessun riparo protetto da ogni vento. I capitani di traghetti e aliscafi dovrebbero essere arrestati, molti gestori di ristorante denunciati per ledere l’ immagine del paese, i proprietari di pontili e ‘marina’ flagellati e alcuni responsabili delle capitanerie…. Beh, lasciamo perdere. Basti dire che la spiaggia diChiaia di Luna, tra le più belle del Mediterraneo è stata semplicemente oltragiata con una rete che copre metà della scogliera bianca, il tunnel, costruito dai romani, chiuso o ridotto a toilette, e quindi l’accesso ridicolmente limitato per far lavorare i barcaioli… Il tutto perché un paio di sassi sono caduti sui soliti idioti che si sono sdraiati sotto le frane.  Il tunnel chiuso impedisce a chi si protegge in baia dai venti da est di raggiungere il paese e specialmente la pescheria nell’angolo davanti all’ormeggio del traghetto. Da urlo.  Consigliamo di tutto cuore di non usare quei terrificanti pontili vicino al paese che non offrono alcun riparo. Meglio mettersi all’ancora a nord del porto, davanti alle spiagge ed andare in paese con il gommone. L’acqua è migliore, non c’è la baraonda dei soliti bifolchi e si è lontani dalle onde dei traghetti. Ci sono alcuni piccoli supermercatini carini in città, gestiti da vecchiette simpatiche e affidabili. Occhio ai prezzi. L’isola di Palmarola, 3 miglia a ovest di Ponza, è un must. Ancoraggio a SE, acqua favolosa.

Ventotene è un altro piccolo gioiellino dove l’ammirazione per gli antichi romani e il favoloso porto che hanno picconato dal tufo, ancora in uso e perfettamente sicuro, è controbilanciato dalla adamantina imbecillità del genio che ha progettato il porto nuovo, aperto proprio a NO. Quando la tramontana tira, bisogna lasciare gli ormeggi!! Anche le onde da altri quadranti occidentali, non si sa come si alzano all’imboccatura del porto…  Geniale poi l’idea di mettere in cima al molo l’impianto antincendio, che il mare porta regolarmente via e costringe le autorità a rendere il porto di fatto inagibile… Guardate poi dove son riusciti a mettere il distributore, non sul molo ma sugli scogli di fronte!!!  In più il frangiflutti ha rovinato l’isola. 10 e lode.  Se c’è posto godetevi il porto romano, dove almeno il titolare dell’ormeggio sa fare il suo lavoro. Ma ci vuole almeno un centone. E’ permesso ancorare all’interno del porto nuovo, al di fuori del raggio di manovra del traghetto. La Guardia Costiera, che non ha altro da fare, non tarderà a farvi capire dove. Se il tempo è stabile ancorate sotto il paese o davanti al porto romano e non rendetevi complici della pazzia. Il paesino, che si raggiunge tramite una scala di architettura unica, ffre angoli deliziosi, specie sopra la darsenetta a fianco al porto. Cercate le provviste con cura e attenzione, specie in stagione. L’area a E di Ventotene e l’isola di fronte sono totalmente OFF LIMITS: non si può nemmeno navigarci a vela. L’area è elimitata dalle boe gialle.

Ischia è giustamente famosa per le sue terme, di cui c’è vasta scelta, per il bellissimo paesino di Ischia Porto con i suoi negozi e locali, per la zona e gli hotel di Lacco Ameno e di St. Angelo. Ischia Porto, anch’esso costruito dai romani, è protettissimo (tranne quando i traghetti entrano a velocità omicida creando tsunami) e davvero bello anche da vedere. Inutile dire che sembra che le sue banchine siano fatte d’oro puro, al minimo di un centone a notte per un 12 metri, a volte senza nemmeno l’accesso a terra!! Ma ovviamente se non volete la fattura vi fanno lo sconto. Se rientra nel vostro budget, questo porto è stupendo per passare la serata e la notte, ma ricordate che i soggetti che armeggiano con le vostre cime non sono mai ufficiali e raramente competenti. Diventano poi irritanti quando pensano di saper manovrare la barca meglio di chi la usa. Vi sono molti negozi per far provviste, una notevole pescheria, ottimi macellai e gastronomie nei dintorni di Via Roma e Via Regina Elena. Se volete dormire tranquilli, gratis e lontani dai traghetti, ancorate sotto il castello aragonese, a sud del ponte. Per quanto riguarda la visita all’isola, il consiglio dei locali è quello di stare alti, nel senso di evitare le coste e perdersi per le stradine più alte. Evitate l’altissima stagione. Il marina di Casamicciola è una perfetta mistura di prezzi alti e mancanza di charme.

.Procida è la più piccla delle Isole Flegree e i suoi villagi conservano ancora la poesia di una volta, specie Corricella. Questo quartiere ha un piccolissimo e praticamente inutile porticciolo e trasuda quell’unica sensazione che si trova solamente nei piccoli villaggi d’italia, misto di scalpiccii, chiacchiere e panni stesi. La baia del paese non è malaccio, ben protetta da O e N, niente aliscafi e spazio per tutti. Purtroppo le barche a motore sono consentite e in questa zona sono davvero noiose. Se dovete scegliere tra Ischia e procida, segliete quest’ultima.

Porto Miseno, a meno di 4 miglia da Procida e sulla terraferma, offre il miglior ancoraggio di tutta l’area. Vi sono alcune boe d’ormeggio e le rovine di un grandissimo marina che al tempo della nostra visita era, manco a dirlo, sotto sequestro. Se c’è tempo brutto è il posto perfetto. Poi è la zona delle cozze!!!

Pozzuoli a Sorrento. La zona sarebbe meritevole di una pagina a parte, ma meglio visitarla da terra.

.Capri è un posto dove non ci si può non fermare, anche se la natura non aiuta le barche. L’imperatore Augusto fece di Capri la sua proprietà privata, e le rovine posizionate proprio sul monte più alto non fanno che confermare la sua arguzia. In generale, Capri rasenta la perfezione. Negozi, splendide ville, locali e alberghi di lusso si nascondono nelle perfette viuzze e sentieri dell’isola. Jet set e gossip personaggi famosi e antiche nobiltà. L’isola attrae anche orde di visitatori giornalieri sbarcati dai traghetti. Non certo a buon mercato, e certamente è il posto peggiore dove far cambusa. Il porto è sorprendentemente a buon mercato rispetto al resto della zona, ma è anche piccolissimo e raramente si trova posto. Quando il posto c’è, è proprio vicino all’ingresso, sottoposto al vigore del maestrale e alla criminale velocità di traghetti e aliscafo. Si può ancorare con il bel tempo fuori del porto. Auguri per le onde dei traghetti. Più tranquillo l’ancoraggio ai Faraglioni o a Marina Piccola, ovviamente non protetto se non dal vento di tramontana, e con un fondo quasi irraggiungibile. Nessun consiglo per ristoranti e negozi. Ancorate, fate un giro e godetevi la gente, I negozi, i caffè, le ville e  panorami.   I locali sostengono che Capri sia vittima dei nuovi ricchi. Che novità…

Costiera Amalfitana è lunga, diritta e dirupata, il che significa bei panorami ma mancanza di ancoraggi. Amalfi è l’unico approdo che ricorda vagamente un porticciolo, ma è apero a sudest, caro e piccolissimo. Meglio ancorare vicino alla riva e scendere con battellino. Tanto, data la natura della costa, avrete la barca sempe bene in vista!! Attenzione che molte zone tra Salerno e il Capo sono soggette a divieto di ancoraggio. Non ci sono boe né tantomeno lo scivono sula costa, e di solito è la guardia costiera ad informarvi, e vi daranno il pieghevole del parco marino unitamente ai 200 euro di multa. I posti da vedere sono ovviamente Amalfi e Positano, ma a noi è piaciuta molto anche Salerno. Il grande porto commerciale offre vari ormeggi a transito, la cittadina è molto piacevole, bel lungomare, bellissime stradine, buoni ristoranti, pizzerie e ottime trattorie (provate La Cipolla). Pescherie, macellai e artigiani di grande qualità (pelletteria). Si può anche ancorare proprio di fronte al centro , nell’ansa formata dal frangiflutti. L’acqua non è proprio pulità ma non si viene a Salerno per fare il bagno. Offre il porto di imbarco più comodo e sicuro in Campagna, con la stazione vicino al porto.

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