Maiorca e Minorca

Porti di partenza: Palma di Maiorca o Porto Colon

Itinerario suggerito : Colom – Cap del Freu – Cap Formentor – Ciudadela – Cala Algayerens – Fornells – Isla Colom – Mahon – Mallorca.

Miglia (approx) : 160 – 180 miglia, comprese le due traversate da e per Minorca

Difficoltà: medio alta

Meteorologia: certamemnte una destinazione spumeggiante, considerando che Minorca è conosciuta come l’isola dei venti. Il Mistral soffia dal Golfo del Leone e prende una bella piega a destra, travolgendo Minorca da N e NE. Come si puo’ immaginare, il fetch non scherza quindi è lecito aspettarsi un’onda allegra – a dir poco. In tutte le isole la brezza è una costante e piacevole sorpresa. Si alza verso mezzogiorno, arriva a soffiare anche 20 nodi e oltre e si calma la sera… Lascia ogni tzanto una fastidiosa ondicella da sud. La brezza è birichina e raramente soffia perpendicolare alla costa ma di solito con angoli compresi tra i 30 e i 45 gradi. Durante la nostra permanenza sulle isole, abbiamo percorso oltre 600 miglia, di cui solo 4 a motore… Dice molto sulla costanza della brezza… In ogni caso il vento è raramente calmo e spesso soffia tosto. Quindi consigliamo, specie nella parte est, dipianificare attentamente la crociera, controllando l’evoluzione meteorologica e studiando i possibili ancoraggi lungo la rotta prevista.

Arte e Storia.Ciudadela è uno dei porti piu’ belli del Mediterraneo e Minorca in genere è ricca di arte e vestigia. Mahon è stato il porto principale del mediterraneo per secoli ed è bellissimo. Colom vale uno stop ed è anche una base di pescatori.

Gastronomia: come in molte isole mediterranee, la cucina ha una radice prevalentemente terraiola, vista la scarsa propensione degli isolani verso il mare, fonte di grane e invasioni. Quindi agnello spettacolare, carni, polpette, salse al pomodoro, peperoni spettacolari in tutti i modi, formaggi e prosciutti. I palati troppo fini potrebbero rimanere delusi, specie se devono sborsare 75 euro per un chilo di scamponi (peso lordo…). Le marisquerie sono accettabili ma evidentemente Galiziane e quindi importano tutto dall’Atlantico. Come le cozze, comunque favolose. La baia di Fornells è famosa per le aragoste. La zuppa di pesce locale si chiama caldereta e a nostro giudizio non lecca i piedi nè del caciucco nè della bouillabaisse. Fate la spesa a Ciudadela e Mahon.

Raccomandiamo caldamente un solo ristorante, che vale il viaggio: Bardia, a Palma, vicino a Placa da Lotja, sul Carrer D’Apuntadors. Ottimo e piu’ raffinato il Patxi, sempre a Palma (Plaza del Puente)..

Port Colom: un ancoraggio a prova di bomba, anche come tenuta, lungo la piacevolissima costa SW di maiorca. Perfetta base di imbarco e  sbarco, con incluso villaggio di pescatori, un bel faro e ottime escursioni.

Cap del Freu: ci sono due belle baie tra Cap del Freu e Cap de Pera, consigliamo caleta Molto (39 43’38”N, 3 27’13”E), ben protetta, tranquilla e con un fondale cristallino. Se il mare è calmo o con venti da SW, godetevi e ancorate lungo lo stupendo tratto di costa compreso tra Cap del Freu e Cap Ferrutx, un must per coloro che amano fare le foto della barca che sembra galleggiare nell’aria. Inoltre la costa selvaggia piacerà a coloro che amano le alte valli alpine, senza alberi.

Cap Formentor: se ti piaccioni i capi spettacolari e ti chiedi come mai cosi’ tanti artisti si siano impressionati da venirci per trarre ispirazione – nel caso specifico Chopin e georges Sand – allora una deviazione per Cap Formentor è d’obbligo. Veramente impressionante, merita un posto nella lista dei capi da doppiare. Se poi il tempo lo permette, Cala Figuera (39 57′ 09”N, 3 10′ 38”W), 4 miglia a W lungo la scoscesa costa nord, è probabilmente lo scalo piu’ spettacolare dell’archipelago. Inutile dire che è consigliabile avere ancore belle toste e ben in presa, dal momento che qualsiasi brezza è amplificata dalle alture e suffia di brutto anche quando intorno è calmo.

Ciudadela: peccato che le autorità portuali si impegnino cosi’ tanto per cacciare i diportisti (è l’unico caso da noi riscontrato), ma l’accoppiata porticciolo-fiordo-cittadina è tra le piu’ azzeccate, se non la piu’ perfetta, nel Mediterraneo. Ancoratevi nelle vicinanze se il porto è pieno (come quasi sempre). Fate la spesa qui.

Da Ciudadela a Fornells: c’è una vasta selezione di ancoraggi selvaggi lungo questa costa dell’isola quando il vento non soffia da nord. La nostra preferita è Cala Algayerens (4 02′ 56” N, 3 55′ 15” E). Amplia, profondità giusta, ben riparata tranne che tra NE e NW, paesaggio perfetto e acque trasparenti. Belle spiagge (affollate di giorno).

Fornells: il villaggetto è carino e la baia offre diverse possibilità di ancoraggio, per la maggir parte ora gestite tramite gavitelli gratuiti, almeno nel 2008 (probabilmente per divendere le locali famose e carissime aragoste). Un panorama gialloverde di colline si srotola in ogni direzione, belle scogliere a nord. Inutile sperare di fare una cambusa decente qui. C’è una signora che ha una pescheria in un garage ma sembra sia una gioielleria come prezzi.

Fornells a Mahon: nonostante sia piu’ sviluppata, anche questo tratto di costa è magnifico. La nostra zona preferita è intorno all’Isola Colom, dove i vari ancoraggi offrono riparo a quasi tutti i venti. Cala Tamarells ha spiagge spettacolari e due ancoraggi magnifici: la caletta nell’angolo NW (su Minorca) e quella incastrata nell’angolo NW dell’isola Colom. Tra i nostri ancoraggi preferiti nell’archipelago.

Mahon: come diceva Nelson, ci sono tre porti perfetti nel Mediterraneo: Mahon, luglio e agosto. Se le bizze climatiche hanno decisamente smentito la parte burlesca, resta l’assoluta qualità e bellezza di Port Mahon, un fiordo di tre miglia all’estremità est di Minorca. Si ancora tra le mura dei forti della caletta appena a destra dell’entrata, dopo un canale di qualche centinaio di metri. Altre zone di ancoraggio cambiano a seconda delle regole portuali. Cittadella, fortini, case su palafitte, moli storici, ormeggi lungo le viuzze con ristorantini… c’è tutto

Per chi parte da Palma
la costa tra Palma e Cap de Salines non è ricchissima di approdi e zone di particolare interesse, fatta salva la zona delle spiagge tra il capo e la colonia San Jordi, ma piu’ verso il capo dove ci si puo’ ancorare in acque cristalline ma un po aperte. val la pena fare un piccolo sforzo e arrivare fino a Cala Figueres oppure a Porto Petro, un fiordo molto profondo e composto da 3 insenature principali, con diverse boe ove ormeggiare in tutta tranquillità. In questa zona sono diverse le baie che tagliano la falesia che caratterizza tutta questa costa abbastanza edificata ma in modo fortunatamente non offensivo. Pare infatti che qui vi siano tra le ville piu’ belle dell’arcipelago. A terra a Porto petro vi sono doversi ristorantini e bar onesti.

Cabrera: l’isola, non visitata personalmente da chi scrive, è descritta come un paradiso della natura ed è parco nazionale. I permessi vanno richiesti all’ente parco tra i 20 e i 3 giorni prima della visita. Informazioni su: http://reddeparquesnacionales.mma.es/parques/cabrera/index.htm

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