Luci levantine – A vela in Croazia

Segui le antiche rotte mercantili della Serenissima lungo le coste Dalmate tra le cittadelle di Hvar, Kotor,  Dubrovnik navigando le azzurre acque dell’Adriatico orientale.

La perfetta combinazione di isole selvagge, acque cristalline e paesi storici fa della Croazia la destinazione di vela numero uno al Mondo. Aggiungi una organizzazione teutonica e capirai perchè è anche il mare migliore dove iniziare a navigare. Non ci sono infatti altri mari vicini all’Italia dove la geografia sia riuscita a creare una così perfetta combinazione di isole, canali, baie e penisole, quasi disegnate per il perfetto piacere di chi naviga a vela. Salvo poche eccezioni infatti il mare è sempre calmo e protetto dalle innumerevoli forme che la terra Dalmata riesce ad assumere.

Oltre alla natura gli uomini ci hanno messo del loro, e l’organizzazione e i servizi delle marine e degli armatori croati è davvero eccellente, oltre che con buon rapporto tra prezzo qualità.

Non dimenticare che Sailingtheweb propone anche crociere con equipaggio, il che significa uno skipper referenziato, un cuoco al vostro esclusivo servizio, cabine private sempre con bagno, controllo completo del vostro itinerario e dei tempi della vostra vacanza, e nessun altro ospite a bordo. solo voi.

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Da non perdere in Croazia

La natura selvaggia delle isole Incoronate, i porti Veneziani di Lussino, Hvar, Dubrovnik e Korcula, le Bocche di Cattaro, le isole di Vis, Premuda e Mljet, il fiordo della Krka, il villaggio di Perast in Montenegro

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Informazioni essenziali

Le tre rotte in Croazia

La Croazia Meridionale e il Montenegro: 1. Kotor – 2. Dubrovnik – 3. Mljet – 4. Korcula – 5. Hvar – 6. Vis – 7. Lastovo

Le Incoronate e Sebenico 1. Krka – 2. Incoronate – 3. Zirje – 4. Telascica – 5. Primosten

L’Istria e la Croazia del Nord:    1. Parenzo – 2. Lussino e Cherso – 3.  Rovigno – 4. Ulbo e Premuda – 5. Brioni e Pola

Prezzi medi: la Croazia offre probabilmente il miglior rapporto qualità prezzo in assoluto, con possibilità di veleggiare con poco più di 50 euro al giorno. Una crociera con barca di prima fascia, skipper, cuoco privato e trattamento all inclusive costa generalmente meno di 200 euro a testa al giorno.

Partenze: il sabato

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Kotor – Perast

La splendida cittadella e le sue mura non sono sfuggite all’Unesco e Cattaro è da anni un sito riconosciuto, e il visitatore non si pentirà di certo di aver viaggiato fin nel cuore dei Balcani per navigare in queste acque. E’ difficile credere che qui, come in tutta questa zona, fino a pochi anni fa i nativi si scambiavano più colpi di mortaio che cartoncini di auguri natalizi. Ma forse anche questo ha contribuito a rendere l’atmosfera di Kotor, e ancor più della vicina Perast, alquanto genuina. Il pope fuori dalla chiesa non redarguisce i bambini che giocano in piazza solo per farsi notare dai turisti, le lenzuola stese nei viottoli di pietra non sono li solo per creare un bel chiaroscuro agli appassionati di fotografia, e i pescatori sui moletti di pietra attendono pazienti il pesce che da anni scarseggia – o forse perché come dicono i Croati dei montenegrini con una certa cattiveria, il pesce è ‘troppo veloce al giorno d’oggi’. Insomma non c’è una pietra o un personaggio fuori posto, luoghi davvero affascinanti con marina perfettamente organizzati. Il viaggiatore scettico che si appresterà a criticare la poco raffinata cucina locale potrà poi tranquillamente ricredersi al ristorante ‘Stari Milni’ che ha fatto del polpo stufato un’opera d’arte.

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Day 2 – Dubrovnik

Ragusa è il gioiello urbanistico dell’Adriatico e nessun eccesso di turisti ne riuscirà mai a sminuire il fascino secolare. Ogni singola pietra bianca di ogni casa, via, piazza, chiesa o palazzo è semplicemente perfetta, così come ogni coppo di ogni tetto, anche se molti sono stati ricostruiti dopo i criminali bombardamenti degli anni novanta. Ecco forse la gastronomia è un po troppo turistica e mi limiterei all’aperitivo in piazza o sul porto vecchio (dove ahimè non si può ormeggiare sovente, ci si dovrà dirigere al marina appena a nord della città). Insomma Dubrovnik ci piace: ci piace la calma baia a sud del porticciolo, ci piace tantissimo la passeggiata che segue tutte le mura della città, ci piace ogni singola finestra verde del paese.

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Day 3 Mljet

Da Dubrovnik a Mljet sono circa 25 miglia e dopo tanti visi d’ogni paese, antiche pietre e  tanto arrovellarsi per i misteri proposti dalla cultura e storia recente balcanica è tempo di verde, blu e natura silente. L’isola ha lo stato di parco nazionale e ci si può sbizzarrire nella scelta degli ormeggi. Come se non bastasse a nord c’è anche un lago, e sul lago una piccola isoletta con un monastero ora trasformato in qualcosa di decisamente più mondano e meno sacrale, ma ugualmente affascinante. Mljet ha alcune spiagge (caratteristica non troppo comune più a nord), un delizioso sistema di baie e canali nell’angolo nordest, e una meravigliosa ansa a forma di ferro di cavallo incastonata nella punta nordovest. Per amanti della natura e del relax, e per i contemplativi.

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Day 4 Korcula or Lastovo

Qualora questa sia la vostra prima vacanza in barca, allora Mljiet è il posto perfetto per assaporare il vero significato di una vacanza in barca: il tuffo mattutino. Già, sono davvero pochi gli hotel dove potete gettarvi in acqua direttamente dalla vostra stanza, e ancora meno quelli in cui un cuoco sta preparando il caffè solo per voi.
Da Mljet vi sono due possibili rotte. Se desiderate reinmergervi nella cultura locale, allora Korcula non è lontana, con la sua più che raccomandabile collezione di bar, ristoranti e negozi sparsi per le vie geometricamente concentriche all’interno delle mura. Il marina è proprio a due passi dalla città. Se invece volete reinmergervi la mattina successiva in un’altra piscina naturale, allora dirigetevi a Lastovo per avere le prime avvisaglie dell’atmosfera selvaggia che regna più a nord.

Day 5 Hvar

Non è opportuno gettarsi nella vita di Hvar senza prima una sosta riposante in una delle spiagge della piccola isola di Scedro. Infatti il consiglio e di arrivarci ben riposati perché non è una città dove ci si annoia. Non sono solo i giovincelli ad apprezzare la deliziosa città di Lesina da quando è assurta al ruolo di una delle capitali del divertimento del Mediterraneo. Vero, sono specialmente gli under-30 ad apprezzare l’incontro tanto rimandato dalla storia tra latini e slavi che si svolge quotidianamente al Carpe Diem, ma anche il visitatore più saggio certamente non si lamenterà della meravigliosa cittadina, del porto antico e sopratutto dei ristoranti, come Meneghello, che sono sorti sulla vicina isola di Palmezana. E’ qui infatti che c’è il miglior marina della zona, comodamente connesso alla città da un piccolo traghetto che non si ferma mai.  Luci, cocktails, musica e sguardi che ammiccano da ogni angolo d’Europa

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Day 6 – 7 Le Incoronate

Se la tua esperienza di Mediterraneo era di colorate isole piene di spiagge bianche come in Sardegna, o vulcanici paradisi verdi come le Eolie, le Incoronate ti spiazzeranno e sorprenderanno. Non per la varietà della flora, limitata a quale coraggioso pino e vasti cespugli di salvia. E nemmeno per la fauna, ancor più ristretta agli ovini. Ma certamente per l’immensa varietà della geografia isole, baie, cale, rocce, colline, golfi, canali. E di colori dell’acqua in tutte le sue tonalità dal cristallo al blu intenso.  Ogni atmosfera è diversa, l’aria più tersa, l’acqua più fresca e l’immensa varietà del concetto stesso di aridità in questo archipelago che ridefinisce il senso di ospitale. Infatti non ti saresti aspettato un tae fascino in un luogo così selvatico, anche se a bilanciare l’intrigante desertificazione pensano diversi ristoranti dove giustamente praticano il chilometro zero nella preparazione di pesce e agnello. Qui puoi, nel vero senso della parola, trovare una baia a cui dare il nome che preferisci. Le più belle piscine private del Mediterraneo. Per mistici e avventurosi.

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Day 8 – Krka e Sebenico

Passa tutti i giorni che desideri nelle piscine delle Incoronate ma prima o poi sentirai il desiderio di tornare alla civiltà e al profumo della terra. e nessun’altra luogo è più adatto che il fiordo della Krka. Ci sono pochissimi fiordi nel Mediterraneo e il fiume che risale da Sebenico fino alle cascate della Krka è una piacevole eccezione. Il forte che difende l’ingresso è ancora impressionante, ma non tanto quanto le dieci miglia navigabili tra pareti rosse, laghi tranquilli e antichi villaggi come Skradin. Per quanto vento possa spazzare la Croazia, le acque del fiordo resteranno piacevolmente piatte.

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Rotta nord – Ulbo e Premuda

le due piccole isole di Ulbo e Premuda sono cambiate poco nel corso degli anni e trattengono ancora le atmosfere che avevano ai tempi di Tito. Ahimè le anziane vecchiette che preparano la pescatrice in umido per cinquemila lire non ci sono più, così va il mondo, ma il lungo viaggio necessario per arrivarci in traghetto la tiene sufficientemente isolata per lasciare ai naviganti il piacere della baie solitarie, delle passeggiate tra la chiesa e il castello, delle trattorie dvd andare alla caccia del mitico scampo del Quarnero.
Premuda è ancora più piccola e vanta la bellezza di 57 abitanti (ma molte più pecore) ma è certamente tra le più deliziose della Croazia. Comode boe e ancoraggio proprio di fronte al paese protetti da un ‘molo’ naturale.
Per esigenti.

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 Lussino

Ingannevolmente divise tra Lussin Grande e Lussin Piccolo dove le dimensioni nel nome sono l’opposto della realtà, le due anime di Lussino sono entrambe decisamente piacevoli. L’intimista preferirà la piccola (Grande) con il suo mini porticciolo e gli eccellenti ristoranti che lo circondano. Il più modaiolo quella grande (Piccola) dove si ormeggia con più comodo proprio vicino alla piazza del paese. Arrivarci in auto è abbastanza complesso quindi non si rischia di trovare grandi folle, come su tutta l’Isola di Cherso che merita certamente una visita approfondita.

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Brioni

Tito era certamente un dittatore, ma nessuno slavo parla male di lui e la sua scelta di dimore lo può certamente descrivere come ‘Illuminato’. Brioni era la sua residenza estiva e alla sua scomparsa è stata trasformata in un parco nazionale. Al di la delle architetture non certo descrivibili come audaci, e del trattamento economico (quello si, audace) riservato al velista di passaggio, la passeggiata tra i daini e i bagni nelle piccole spiagge deserte vale il ticket d’accesso.

 

 

Our sailing notes

History and art 

The Venetian Maritime Republic left a wide collection of architecture and churches all along the coast. Split boasts a splendid Roman amphitheater and Museums, so does Dubrovnik. Hvar and Korcula are open air museums in themselves. The combination of the square and the port of Hvar is probably the finest example of how life in the area has always turned around the sea.

Gastronomy 

The importance of realizing that happiness is hard to achieve with an empty stomach cannot be overstressed. If you rented a bareboat or with a skippered boat, do not leave the harbour with a well stocked galley, because some cruising areas of Croatia are exceedingly devoid of groceries. Even more so if your palate is accustomed to a varied diet. This is very true in the Kornati archipelago, where it�s easier to find a tree than a loaf of bread. Most small villages can boast a grocery store, but the choice of food they offer is ghastly. They look deeply convinced that fish is born, grow up, spawns and dies in freezers. Same as chicken. Mutton is worth a note on its own: while in most places you do not see sheep around but readily find their corpses in butcheries, here it can be found roaming everywhere but they are probably immortals and the way to a good roast runs through bigger cities. Basically in Croatia you invert the shopping system that you use in the rest of the Med, where you stock up in staples in the bigger cities and have fun looking for fresh delicacies in smaller places. In Croatia stock up in supermarkets in delicacies, because the staples are easy to find everywhere. Among the NTBM (not to be missed) list of delicacies you must try in Croatia, a special mention goes to prawns and shrimps, Dalmatian ham, fresh fish in general in the Split area (San Peter and bass), fruits and vegetables (peaches are excellent), truffles. Beef should be preferred over chicken, and mutton is excellent but wildish in taste. Oysters around Dubrovnik, cheese from Pag, broiled sardines in Sibenik and Kali. Sausages and salami are very good, although far from Corsican perfection. Try beef or fish cooked in the peka, a utensil that is put under the burning coals. Around Hvar you have to try a Gregada, a fish soup in a very tasty stock. Then octopus salads and shellfish in general. While we noted with sadness that most fish goes straight from the boats to the restaurants, we also must remark that they make a very good use of it. Without being pretentious, the Croatian restaurants we tried work well indeed. As a matter of fact, when compared to their French and Italian counterparts in the touristy areas, they win hands down, with a greater genuinity, a higher respect for the client and a better price/quality ratio. Wine: Croatia doesn’t rank high in the ratings of world wine, and one does not take much to understand why. The price/quality ratio is depressing, and one is tempted to buy crown-cap, 1-litre bottles of white just to risk less. Some bottles we found very good, like some dry Malvasias, but with that money you buy better everywhere else, and, moreover, you can buy tons of excellent beer. Lasko, Slatorog and Karlovacko are some of the brands, but we must underline that Croatian and Slovenian beers do deserve a mention. Malty and hoppy, tasty at every temperature, tasting even if industrial, the drinker won’t be deceived.

Recommended restaurants of the Blue Prawn guide : Isola di Solta – Maslinica: Rist ‘Conte Alberti’ Isola di Kornat: Opat Lastovo, Zlakoplatica (N coast)- Triton Coop. Pescatori (molo coperto) – Muggia (TS) Fora per Fora via Diaz 9 – Trieste +39 040 9197873 Enoteca Marino – Trieste Sidro – Veli Losinj – Porto Vecchio Bepi – Novigrad ( Pirano (Slovenia) – ‘Fontane’

Weather and navigation

The prudent sailor never casts off with the assumption that Nelson was right when he said ‘there are three excellent harbours in the Med: Mahon, July and August’. Strong winds, cold fronts, thunderstorms and squalls must be expected at any month, even if they are of course less common in summer. True, safe havens, coves and bays abound along the Dalmatian coastline, and the endless channels provide smooth sailing even in strong winds. But nevertheless some cons must be reported. First of all some anchorages look bottomless. So always make sure that you are leaving with a long and heavy anchor chain, a serious spare anchor, possibly a fisherman, and lines to lay ashore in constricted waters and/or for better protection. Second, the more or less complete absence of sandy beaches indicates that sand is unlikely to be the bottom your anchor will fall on. Rocks, grass and other delicacies are more likely, and none rank high among the preference of sailors. So set your anchor well, have a look at it whenever possible with your snorkelling gear and always choose to lay out warps ashore towards the direction of the stronger prevailing winds whenever possible. Trees and rocks are there to work as cleats, what else? The bad guys are Bora (NE), NW and SW. Bora can be very distressing. True, it comes from the shore, but it can kick up something nasty enough in a few miles, especially in the north and the Kvaerner. It is less to be feared S of Hvar, where southerlies are worse. Northerlies are usually associated to a cold front, so expect them to arrive when the barometer stops falling. Make sure the barometer works. Another drawback of the blessed geography of Croatia is the number of rocks awash or just below the water, especially around the Kornati archipelago. A chart plotter is a good help, especially if it is not a long walk away from the helm. But the best is always to follow the LLLL rule, lead, log, longitude and lookout. Keep an eye around and always be sure of where you are and what you are supposed to have below your craft. Harbours and Marinas Contrary to their neighbours the Italians, Croatians understood well that Marinas can be a business and a service, and not a resource to be laughed at.

Marinas are ubiquitous in Croatia. Clean, well sheltered, offering most services, well designed and not too offensive of the environment. They are not cheap, with a berth for a 40 footer at an average 50 euros a night. Most are managed by ACI. Some of them, like Hvar, Korcula and Dubrovnik, are very popular. So get there before 2 p.m.

Water and Diesel First of all check well if the water and diesel dials of your vessel work. If you assume gentlemenship from petrol stations you will soon see the fallacy of your expectations. Water, they will say most of the time, can be found at the marina, and that dripping tap few feet to the left is just to quench the thirst of dogs, and the key is not at hand anyway. Try with the old system (T.I.P) or approach marinas when empty or before the attendants get there to wave you off.

Kornat itinerary

Kornat (crowned): if it’s nature, silence and landscapes what you are looking for, this wind-swept, rock-barren and sage-scented island is your destination. It looks like a long wave of stones recently emerged from the blue waters, where no trees had the time to grow. Sail along the W side and explore its many bays, among which we report Opat 43 44’20.03″N, 15 27’7.82″E (the S-most) with its excellent restaurant,

Lopatica and Vrulje (the restaurant here has been reported ghastly). Its hard to find an unpleasant corner here. Find your own private bay, also using the many small islands and coves lying W of it. We suggest letting go in a bay in the evening, hike up the hills and scan the view to find your favourite bay for the following day. The Kornati N.P. is not cheap, at 10 euros pppday, collected by employees with fast dinghies in most anchorages.

Smokvica (small fig): this small island lies just S of Kornat and boasts two bays, the westernmost of which is simply amazing. Horseshoe-shaped, it’s protected by a low saddles stretching between two low hills and you can see other islands on the other side but not the sea in between, so that in clear days you have the exact sensation of being anchored in an alpine lake. 43 43’17.39″N, 15 28’28.87″E

Lavsa: this beautiful island shelters a bay (with cosy village attached) that is one of the favourite havens of the archipelago. Not very roomy and somewhat shallows to accept many vessels. Piskera: On this tiny island situated along the outside passage you find the only marina of the Kornat National Park. Rather shallow for many boats, it’s nonetheless superbly located and has a very good anchorage right S of the marina. Pristine waters indeed. The Outside passage: we strongly recommend sailing along the W-most line of the islands, with the open Adriatic to the W. The islands drop their balanced look, their wobbly look and acquire a more dramatic drop, a cliffy air and a rugged look. True, shelter is hard to achieve but it�s a great place to sail, to tack close to the granite walls and to have fun. Telascica: the second NP of the area provides quite a different atmosphere being, as it is, mostly enclosed in a wide and fully sheltered bay with several coves on the side and a lake for hiking virtuosos. Cheaper than Kornati (and the guys carry away your rubbish as well, a great added value) at 7 euros pppd, it delivers the sensation of sailing in a Swiss lake, surrounded by pine trees, gentle slopes and cosy inlets. One of these opens right NW of the NW entrance point, a 1/3 mile deep and narrow inlet 43 54’3.44″N, 15 11’21.11″E where you can let go and lay out lines ashore, thence climb the cliff for heroic dives. Waters are always calm around this bay, a perfect winter harbour, a place where you can spend days exploring.

Zjrie: situated on the same itinerary, ideally cantered around Sibenik, this island boasts one of the finer bays around, in its SW side. Gentle hills and pastoral woods surround a large cove that would be perfect if the depths were a bit more human.

Krka and Skradin: the shrewd sailor who rents his vessel in Sibenik has the lucky chance to start his cruise sailing up the Krka River as far as Skradin, whence he can join one of the tour boats and visit the Krka falls. The Mediterranean sailor is unaccustomed to long inlets, poor chap, and indeed I cannot think of anything deeper than a cove all along the Italian 7,000-km long coastline, with the useless exception of mosquito-pestered lagoons where no sane person would ever dare to dip his toenails. So the Krka River is a pleasant surprise and nature decided to oppose no dangers to the sailor. Let go in front of Skradin, set your hook very well and explore. Skradin itself is definitely worth a mention, also for the food-curious. The falls in themselves are, even for a sub-junior globetrotter, a trifle overestimated.

Primosten: still reasonably in the same cruising grounds, this pleasant walled town is a fair smaller copy to its more acclaimed sisters to the south. Walk around the ramparts and explore the cemetery, where youì’ll find rock-engraved evidence that the commonest Dalmatian name is indeed Ante.

The Islands

If you start your cruise from Split or thereabouts your natural cruising destination will be the archipelago composed by the big islands of Hvar, Brac, Korcula and their smaller sisters.

Hvar: widely acclaimed and heavily visited, the medieval Venetian town of Hvar is worth its fame. The square, the alleys and the well preserved grey-stone houses with green windows are impressive, even is slightly overcrowded. Let go or moor in the famous island in front and catch a ferry to avoid the lunatics in the Hvar harbour. The Palmezana Marina is excellent and if you hike 5 mins up the hill and you eat at Meneghello (try their Gragada) you won’t regret to be 15 minutes ferry away from the town.

Scedro: this small island lies to the S of Hvar and it’s lightly inhabited, and the three coves in the SE corner are totally deserted, well sheltered and definitely worth a stop. Blue water and green trees. 43 4’58.61″N, 16 43’0.67″E

Milna: unjustly forgotten for some reason by many local skippers, one should get into Milna harbour at night. Well sheltered from most winds, the inlet sails you right in the middle of the town, as if the square had been invaded by the sea. One can clearly see that it’s not half as trendy as Hvar, but well, we like it. Probably to put a marina in this bay has been a harsh decision.

Maslinica: first stop on the way south from the rest of Dalmatia, this haven lies on the W end of the island of Solta that doesntt offer much else. But we loved this place, its tranquil waters, its misty islets, and its cosy waterfront and, last but not least, the magnificent restaurant in the castle. The latter is owned, so sailor-radio says, to the German chap who invented cell phone roaming and who is therefore supposed to be well off. He did a great job, food is great and the service is top choice.

Lastovo: this is the favourite island among the local skippers, and it’s not hard to understand why. Away from the main ullet routes (these things should be sunk), with a special microclimate dry in the S and green in the N, one can spend days exploring the several sheltered bays around. There is a small cove right in the N side, basically a natural harbour. It might not be exceedingly cosy, but it’s certainly genuine. The restaurant Triton has been heavily recommended and yes, it’s true, there is a fish wholesaler in the bay (W side) with great quality and choices (for prices you’d better try in February)

Mljet: it’s hard to find a more beautiful island around. Long, deeply forested, with blue bays, a lake in the middle with a monastery on it, protected by a NP status, and blessed by a perfect coastline. Begin at Polace, a group of bays and islands on the NW side. If you don’t have a 90 metres chain let go in the shallow area close to the NW entrance, in 7 metres, decent holding. Then explore a perfect horseshoe-shaped cove at the W end 42 47’7.41″N, 17 19’30.34″E. The entrance looks shallow but we sounded 4 metres in mid-channel. The first sandy beaches (coming from the N) are reported in the two coves in the SE side of the island. Vis: we do not have first-hand knowledge, but this island is another favourite of the local skippers. They warmly recommend the fishing village of Komiza and the blue caves of Mezuporat on the islet of Bisevo. Korcula: as Venetian maritime towns go, this borders perfection, with the circular alleys surrounding a hillock with regular church on top. A must see. Unfortunately it’s on everybody’s route, especially the gullets that at 6 p.m. assault the dock and raft to each other creating a shanty-town effect. The ACI didn’t improve things lying off a long concrete wharf E of the harbour for a dubious sheltering effect. Visit Korcula off season or, if you cannot, stroll around and shop in the afternoon, then sail W for 5 miles until you reach a very pleasant, well sheltered sandy bay where to spend the night in total tranquillity.42 58’35.82″N, 17 2’41.20″E

 

 

 

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