Oceano, il re dei mari

 

1 Luca Magni

4 Aprile 2013

Casa. Bicchiere di barbera mossa, il gatto nero che gioca col cordino del libro dei pensieri e dei momenti. Lo  prendo in mano ogni tanto quando ho qualcosa di interessante da raccontarmi. Il solo contatto delle dita con la pelle è un piacere. Il piacere più grande è che mi è stato regalato da una persona che amo molto ed ogni volta che lo sfioro è un viaggio.  La pagina che precede quella in cui sto per scrivere riporta “ore 1840: basta non farsi coinvolgere da ciò che è attorno, restarne distaccati ma non lontati, presenti. Non è sempre facile. Mancano 67Miglia alla terra, a San Barth. Tra le 4 e le 5 di mattina dovremmo iniziare a vederne la luce.  Atterraggio notturno in posto non conosciuto non è mai cosa intelligente ma cosi è”. Era l‘ultima nota di una traversata di due anni fa, novembre 2011 da Porto Torres a St Barth nei Caraibi. Ci siamo di nuovo, questa volta però sarà da St Domingo a Lisbona. Tante miglia. Migliaia di miglia. Il solo pensiero che mi viene è per chi amo.

Sono contento di partire e come prima di ogni partenza importante la curiosità ed il desiderio di conoscere ed imparare sono avvolti da una sottile malinconia, da pensieri concentrati, da ripasso di quei movimenti che per molti giorni mi saranno compagni. La notte dovranno essere automatici.

Finalmente si ritraversa,  come sempre quando parto non ho aspettative. Le aspettative hanno due lati con la stessa effige, spesso si rimane delusi. Le aspettative sono proprie, non sono la realtà che troveremo. Come sempre parto con due bagagli. Uno con quello che mi serve per non trasformarmi in un orso, 4 magliette e poco più. L’altro con cerata, stivali, e qualche buon indumento tecnico caldo. In ciascuno dei due la sola cosa importante che non manca mai,  un carico di entusiasmo, curiosità, la mia costante irrequietudine e una grande passione per il mare e per le emozioni. Si sono un dannato passionale. Uno di quelli che nella vita riesce a guardare tutto con entusiasmo e bocca aperta e che combina un sacco di casini.

Parto per Malpensa. Charter della blue panorama, aereo ok servizio ok prezzo molto ok, e mi faccio un ora di coda per il check in. Arrivo e scopro che non posso che mandare 20 kg. La fortuna mi sorride perché una brava ma molto seriosa signorina ai desk si lascia facilmente convincere che non posso lasciare nulla a terra. Mi sussurra di togliere il secondo bagaglio dal nastro, e di portarmelo appresso anche se non potrebbe concedermelo per il peso ma, mi dice,  sarà lei la persona al gate e che si girerà per non vedere il mio bagaglio a mano. Il viaggio comincia bene, già la prima persona simpatica è incontrata. Si vola. Del volare adoro tutto, anche i pasti. Qualsiasi siano.

Atterro a La Romana nella Repubblica Dominicana, il mio tre stelle mi aspetta e mi aspetta una giornata di buon girare con la mia Fuji X10 nuova. La Romana è quanto di meno bello si possa vedere. Un insediamento urbano moderno, caotico come spesso sono quel tipo di città, ma ha il fascino della vita incessante e difficoltosa. Mi sento sempre un po’ spaesato quando vado in un posto nuovo, mi occorre qualche ora di indecisione  per capire cosa fare e dove andare, alla fine, come sempre, scelgo di gironzolare a caso, occhi aperti che guardano a destra e sinistra in cerca di nuovo. Devo dire che dopo tanti viaggi non è facile.  Un poliziotto mi si accosta  ad un angolo della strada e mi consiglia di non inoltrarmi oltre per questioni di sicurezza. Il fatto di essere poco oltre il centro mi incuriosisce. A pranzo in un locale molto locale mi siedo a mangiare pollo fritto e patate sotto un cartello che consiglia di lavarsi le mani per via del colera, e faccio domande. Un posto  dove probabilmente nessun italiano  passato da quelle strade si è mai fermato. Le mani non le lavo. Il tipo mi dice che Il tasso di violenza è piuttosto alto. Sono pacifico. La violenza non mi piace. Molti girano armati, e fuori dai “cambio” ci sono sempre una o due persone con fucili a pompa. Guardo bene e non sono quelli che spruzzano acqua. Vado a cambiare 50 euro e mi faccio una chiacchera con il mio improbabile spagnolo e decido che di certo devo fare attenzione.  Il Paese è molto povero e la gente si arrangia. Basta saperlo ma con un filo di tristezza devo cancellare le mie attese passeggiate notturne. Ahh le aspettative.  Scatto in tutto 4 foto.  Sono molto contento.

4 huck finn2 la romana

3 la romana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marina di Casa de Campo

La mattina successiva al mio arrivo vado ad imbarcarmi. La barca è nella marina di Casa de Campo. Un angolo reale di paradiso irreale rispetto a quanto visto il giorno prima. Di un verde rigoglioso costante, tenuto perfettamente e perfettamente  guardianato nei suoi accessi. Tre ore per poter entrare. Dentro ville di tutte le dimensioni. Ville di stranieri, molti italiani (qui dicono che ci sono molti dei furbetti del quartiere), un resort, 4 o 5 campi da Golf. Anche  case di Dominicani benestanti che  loro sicurezza vivono all’ interno del comprensorio.e Campo

Nessuno sulle stradine dove sfrecciano solamente dei kart elettrici. Attraverso  con il taxi e dopo 10 minuti dall’ accesso inaccessibile arrivo alla marina. L emozione sale, ci siamo. Conoscerò i miei compagni di traversata, conoscerò la barca, stacco da terra. Non vedo l ora di quel passo che dal pontile porta sul ponte della barca. Un piccolo passo. Ma grande quanto basta.

La barca è una meraviglia. Lei si chiama Huck Finn,  di Vittorio Malingri e del figlio 24enne Nico. A bordo Bolivar, un ragazzo Cileno che vive a Panama, ed in arrivo nei prossimi giorni Toni. Un romano doc di grande simpatia. Sono fortunato. Sono tutti eccezionali. Lei, la Signora, un cutter di 65piedi, 20mt, disegnato da German Freres nel 1982, costruito in Florida.

Vi presento l’equipaggio

Vittorio Malingri

Vittorio, Vitto, Vitt, Ugo per gli intimissimi. Il Vecchio per suo figlio Nico e per  i suoi amici. Vittorio è  quello che ci si attende da un  grande navigatore. Esperienza enorme, un piacere ascoltare i suoi racconti, un piacere guardarlo muovere in barca, una lezione costante di grande marineria e navigazione in qualsiasi momento della giornata. Una dose di umanità che definirei  rara, grande simpatia e gentilezza,  grandissimo cuoco. In barca dai suoi 16 anni quando il padre portò la famiglia a fare il primo giro del mondo. La famiglia Malingri ha creato l arte della navigazione Italiana. Giovanni Soldini e Vitto, Ugo, hanno imparato da lui. E sono grandi amici dall’ infanzia.  La  storia si sente e si vede tutta. La passione anche.

Nico malingri

Nico, El Nano per gli amici. Personaggio eccellente. Da due anni imbarcato con Vittorio ne sta carpendo i segreti. Di una simpatia rara e di grande generosità. Ha la stoffa  e la pratica del pazzo di mare.  Energia che fluisce incessantemente per  24 ore al giorno. A volte cerchiamo l’interruttore ma è ben nascosto.

Toni

Romano de Roma ma non romanaccio. Persona riservata e molto simpatica, grande esperto di meteorologia per passione. La fortuna mi sorride, ho possibilità di imparare anche da lui. E lo faccio avidamente.  E’ con lui che dividerò la cabina, turni diversi, quando uno dorme l’altro è al timone e viceversa. Ma i momenti comuni sono molti durante i giorni in mare.  Ha una grande pazienza e questo è di tutto mio vantaggio!

Boli

Anche lui dell’età di Nico, vive solo su una barca a panama da quando aveva 15 anni. E’ un campione di surf ed un ottimo fotografo. Su Huck Finn perché amico di Vitto e Nico, e questo è un passaggio per l’Europa, in cui resterà qualche mese per girarsela tutta.

La Pipa

La mia pipa, regalatami da Cosimo e Leonardo, i proprietari di Al Pascià (www.alpascia.com www.alpascia.com/moments/ ) negozio di pipe storico in italia e non solo. Grandi conoscitori diventati amici, ne sono onorato. La Pipa è stata la compagna del viaggio, usata nei momenti di tensione cosi come nei momenti di relax. Sapore di fumo dolciastro in bocca misto al sapore della salsedine. Calda bianca nuvola amica che ha seguito l andare delle onde e dei miei pensieri. Non avrei potuto farne a meno.  Anche Nico se ne è appassionato. Gliene manderò una assieme al tabacco che fumavo in una fantastica piccola custodia  di nappa creata dai due fratelli per farle da cuccia sicura.

I turni sono incalzanti, 2h24 minuti di guardia al timone seguite da 2h24 minuti di comandata in supporto a chi è al timone. Un totale di circa 10 ore al giorno.  Se vi chiedete perché’ 2h24min fate il calcolo di 24h diviso 5. In questo modo i turni si succedono ad ore regolari e ciascuno ha possibilità di entrare a regime facilmente.

Pilota automatico rotto, pertanto si deve timonare tutto il tempo ed ogni tempo.

5 luca magni stw

 

 

 

 

 

 

Logbook e diario

12 aprile

Ore 1030 partenza per Isola Saona a vela

L’ Isola Saona è a poche miglia dal marina di Casa de Campo – la Romana – Repubblica Dominicana

Ore 1230 abbiamo ormeggiato accanto ad una spiaggia palme palmette, sicuramente si sente tutto il profumo dei caraibi. Spiaggia bianca, mare azzurro chiaro e verde, sole bruciante. Rimaniamo qui fino a domattina per un riposo pre traversata che come sempre si preannuncia impegnativa. Il sole è davvero forte. Arrivando da milano non lo si resiste per più di qualche ora. Gambe e braccia bruciano allegramente ed io come al solito non metto ne protezioni ne idratanti dopo. Risultato nel giro di tre giorni divente un serpente in muta di pelle. Il profumo dei caraibi lo si sente dopo le 5 quando tutti i turisti vengono portati indietro. Fino ad allora dalla spiaggia si sente musica a palla e qualcuno che all’altoparlante pronuncia cose che ricordano tanto giochi da spiaggia. Mi chiedo. Ma come diavolo è possibile che le persone non siano in grado di apprezzre il silenzio ed abbiamo bisogno di qualcuno che gli rompa le palle in continuazione per poter dire ahhh che bella vacanza. Mah… miseria di spirito vince spesso.

L’atmosfera  in barca è buona, chiacchere tra equipaggio, iniziamo a conoscerci. Sembriamo un gruppo di liceali in vacanza, risate buon vino e buon cibo. Ci raccontiamo un po’ di  vita, esperienze in mare, attese, fantasie e realtà. Qualche pensiero va verso casa ed alle persone amate. Comunque è una traversata e  non si sa mai.

Guardiamo il meteo, le mappe scaricate da Zygrib. Danno 3 grandi sacche di alta pressione dalle quali vorremmo stare fuori, una sacca di bassa pressione è in formazione sulle coste americane, all altezza di NY, e cercheremo di prendere quelle per trovarci un buon vento che ci accompagni verso casa.

Decidiamo quindi di salire dritti verso nord con Rb15° fino circa alle Bermuda, da li iniziare a seguire il più possibile la ortodromica (nota: la rotta ortodromica è l’arco di circonferenza massima che congiunge un punto del globo terrestre all altro, è la via più breve per raggiungere un punto quando le distanze, come in questo caso, sono notevoli).  In realtà per seguire esattamente la ortodromica bisognerebbe cambiare quasi costantemente la rotta, di conseguenza ciò che si fa in realtà è il seguire una lossodromica spezzata, variando rotta leggermente una due volte al giorno. (nota: la rotta lossodromica è quella che mantiene costante l angolo tra la rotta ed i meridiani. Se si segue, per assurdo, una rotta lossodromica  su lunghissime distanze, si compierebbe una rotta a spirale). E’ deciso quindi. All’ uscita del canale de la mona (suona bene), prima nord poi andiamo in rotta.

6 13 aprile

 

 

 

 

 

13 aprile

Si parte alle 715am, avremmo dovuto partire due ore prima ma come dire… due ore di sonno in più andavano bene a tutti,  considerando che abbiamo circa 3000 miglia da percorrere due ore non fanno certo la differenza.

Ore 11.04  Pos 18°10’759N 68°30’850W Log 23636,5 Rb44

Ore 1330 Pos 18°26’400N 68°21’683W Rb41°

Un calmo 20Nodi ci accompagna da Est, la navigazione è un piacere al traverso. Dirigiamo verso il primo waypoint, li orzeremo di 30° ed inizieremo a seguire Rb15° verso est delle Bermuda (il nostro secondo waypoint) per poi metterci in rotta per le Azzorre.

14 aprile Domenica

Ore 12 Pos 21°54’033N 68°29’697W Log 23866 Rb 15°

Percorse da ieri 207,65M reali  e dalla partenza 245,5M avanzamento verso la meta di 120M

Velatura è Genoa, trinchetta, 2/3 randa. E’ mattina presto,  Miles con la sua How Deep is the Ocean ci fa volare.

15 Aprile Lunedi

Ore 12 pos 25°23’584N 68°08’323W log 24098

Nelle ultime 24 ore percorse 210M e percorse da Saona 455M

16 Aprile Martedì

Ore 12 Pos 28°09’34N 66°12’14W log 24295 Rb48°

Stamane abbiamo dovuto accendere il motore, il vento ci ha lasciato per qualche ora.  Poco dopo una serie di groppi come sempre accompagnati da forti venti e scrosci di acqua temporaleschi ci hanno regalato degli arcobaleni fantastici e doppi, sono una cosa meravigliosa da guardare.

Tutto prosegue bene, un po’ bagnati ma splendidamente bene.

Questa è la bellezza della navigazione, vivi tutti gli elementi e gli eventi cosi come arrivano, senza transazioni e senza possibilità di fare altrimenti. Piove e ti bagni, arrivano spruzzi e ti bagni. Finisci il turno con la faccia e le mani impastate di sale ed in ogni momento ti dici quanto sei fortunato e poter godere ti tanta naturale bellezza

17 Aprile Mercoledì

Ore 12 Pos 30°49’24N 64°20’69W log 24484 Rb 46° mancano 1809 Miglia ad Horta (Isola Faijal – Azzorre)

7 cartina

8 vela

 

 

 

 

 

 

18 Aprile Giovedì

Pos 32°28’556N 61°29’743W percorse 187M nelle 24 ore di cui 173 in avanzamento utile

Finalmente la luna, il primo quarto. La notte si vede piuttosto bene e questo non è mai male quando si timona. Qualche scatto allo spicchio di luna non guasta mai. Scatti creativi… fatti muovendo la macchina durante lo scatto permette di fare dei disegni, è abbastanza divertente. Io provo a disegnare la lettera F.

19 Aprile Venerdì

Pos 32°39’71N 58°54’10W Rb 85° percorse 130M di cui 120 buone

Percorse da Saona 1145M   ne mancano 1510 ad Horta

Continua l’alta pressione, non abbiamo più collegamento internet, ovviamente. Iniziamo a pensare che l’ alta pressione e la bassa non abbiano seguito i loro percorsi previsti l ultima volta che abbiamo guardato l’ evoluzione meteo sulle mappe (il giorno della partenza). La pressione rimane alta a 1027Mb.  Siamo rimasti nell’ alta pressione nonostante i primi giorni si sia puntato dritti a N per prendere la bassa.

20 Aprile Sabato

Pos 34°00’00N 57°00’00W Rb 70°

Stiamo entrando in pieno centro di una delle sacche di Alta pressione, il barometro segna 1030Mb

Percorse 124M di cui buone 118

Il vento rimane buono anche se la direzione non è quella che speravamo. Siamo costretti a bolina costante il che comporta viaggiare piuttosto inclinati e sottoporre la barca ed i suoi elementi ad uno stress piuttosto notevole. Di noi non ne parliamo, si vive cercando di stare in piedi e non essere catapultati da una parte all’ altra della barca. La stanchezza fisica inizia a farsi sentire. Il morale rimane alle stelle anche se toccato dalla stanchezza. Ma la bellezza del navigare vince su tutto.

21 Aprile Domenica

Pos 35°37’410N 54°54’00W Rd 50° pressione Mb 1029,6 fregati direi

Percorse 142M di cui 128 buone in avanzamento verso la meta

Percorse 1412M da Saona e ne mancano 1264 ad Horta

22 Aprile Lunedi

Pos 36°36’55N 52°33’54W Rb97

Percorse 128M di cui buone 124

23 Aprile Martedì

Pos 36°37’56N 49°27’90W

Da oggi viviamo 4 giornate e nottate di venti importanti. l anemometro non scende mai sotto i 45 nodi e tocca facilmente i 65 nodi in due  di questi giorni. Un consulto a 5 ci fa definire che le onde che variano trai 5 e gli 8 metri.  Consentite un 10/15% di esagerazione da marinai. Un po’ come il principio di una storia….Era una notte buia e tempestosa…

E’ la prima volta che mi trovo a navigare per lungo tempo in condizioni di vento cosi importanti e soprattutto in mezzo a delle vere e proprie palazzine che ti si spostano attorno e ti vengono incontro. Di giorno la cosa è ben sopportabile, al mio primo turno di notte, da una mezz’ ora prima, sono colto da una tensione fortissima, la chiamerei paura. Il pensiero di uscire in turno con quel vento e quel mare, ogni tanto frangente, mi incute molto timore. Sento tremore interno. Ma ci siamo, tocca a me. Tutto scompare da dentro ed ora la sola cosa è condurre la barca ed i miei 4 compagni attraverso parte della notte. L obiettivo prende il posto della paura, rimane la tensione iniziale che dopo poco si scioglie ed inizio anche io a godermi la luna le onde ed il forte sibilo del vento.  Siamo ancora di bolina (lo resteremo fino alla fine del viaggio) e questo fa sbattere ogni tanto la barca che pare doversi spezzare da un momento all altro. Ma Lei, la Signora, è forte e ci fa da tana sicura.  Ci si bagna molto al timone, tra ondate con i loro spruzzi, qualche frangente che arriva addosso ed i temporali dei groppi le 3 ore di turno sono impegnative. Nei momenti di vento maggiore abbiamo solo la tormentina, le altre vele sono a secco. Nonostante questo manteniamo una velocità attorno a tra i 7 e gli 8,60.

La paura è una buona compagna prima e dopo, mai durante. La paura, non il terrore, obbliga a prendere in considerazione tutto e prepararti.

9 video

10 video

 

 

 

 

 

 

24 Aprile Mercoledì

Pos 36°37’56N 49°27’90W rb 115° Mb 1025

Percorse 149M di cui 145 buone

Fatte 1689M da Saona e ne restano 995 ad Horta

25 Aprile  Giovedì

Pos 35°55’37N 47°01’81W Mb 1031

Luna Piena, navighiamo con una striscia argentea ed è tutto illuminato a giorno. Una cosa meravigliosa. Ma che freddo!!  Sarà cosi per i prossimi giorni. L’ alta pressione porta venti artici.

Passate le giornate di vento e mare grosso. Meno male, diventava  fisicamente al limite. Ma anche questo fa parte del navigare, arrivare mano a mano ai propri limiti, provare un senso di sconforto, ma riuscire a vincerlo e rigenerare tutte le proprie energie. E’ davvero interessante come anche nella stanchezza basti poco per ridare energia.

Di giorno di tanto in tanto si fanno vedere delfini, incrociamo qualche tartaruga che si lascia trasportare dalla corrente, e delle meduse che non avevo mai visto. Caravelle portoghesi. Un corpo molto piccolo, sul dorso una escrescenza ovaloide, la vela,  che tengono fuori dall acqua. Mi dicono che sono altamente irritanti, pericoloso esserne toccati, e che nonostante la dimensione ridotta del corpo abbiano tentacoli molti lunghi.  Di giorni questo e la notte una quantità di plancton fluorescente che lascia a bocca aperta. Ad ogni movimento di beccheggio della barca la scia si illumina e gli spruzzi anche. Luna in cielo e fluorescenza del plancton in acqua. La bocca non può che rimanere aperta.

12 barca 11 video 13 luca

 

 

 

 

 

 

14 mare

 

 

 

 

 

 

27 Aprile Sabato

Pos 35°49’69N 38°13’75W Rb 105° Mb 1007

28 Aprile Domenica

Pos 36°16’60N 35°16’60W Rb 82° Mb 1011,5

Percorse da ieri 152M tutte buone

Percorse da Saona 2550M ne rimangono 334 ad Horta

29 Aprile Lunedi

Pos 37°45’90N 32°12’45W Rb85° Mb 1016,5

Percorse 160M di cui buone 159

Mancano 334M ad Horta

Finalmente iniziamo a sentire odore di terra, il tempo non è buono, entro domani dovremmo arrivare a questa prima tappa.

30 Aprile martedi

Pos 38°28’60N 29°31’17W Rb95° Mb1021,5

Percorse 133M tutte buone

Mancano 42 Miglia, ma la visibilità non ci fa ancora vedere Faijal. Stiamo aspettando di vederla perché sarà l anticipo di qualche buona birra al Peters

Ore 1930 arrivati ad Horta.  Vento molto forte, sopra i 35N, che ci costringe a fare una serie di boline strette sotto costa dell isola per poter poi puntare a largo e con un solo bordo arrivare in porto.

Percorse 3055Miglia, ovvero 5.688Km, una media di 169M al giorno.

Manovriamo a vela ed ormeggiamo all’ inglese sulla banchina del porto (ormeggio all’inglese è quello in cui una barca si ormeggia alla banchina con la fiancata). Una meraviglia far manovra a vela.  Rimane il silenzio del vento.

Terminiamo l’ormeggio e non più di mezz’ora dopo siamo finalmente seduti al Peters, nonostante il muoversi del mondo attorno (facile che succeda dopo essere stati molto in mare) nulla ci impedisce 3 birre a testa ed un super hamburger con uova e patatine fritte. Segue un superpanino a testa, seguono altre birre.

Quando arrivi, o meglio quando atterri, gli amici dell’isola che sanno che sei in arrivo e hanno sempre gli occhi sulla bocca del porto, arrivano in banchina a darti una mano con le cime. E’ un momento di una umanità pazzesca. E’ quello che tutti immaginiamo essere l’Incontro, quello con la I maiuscola. Appena si scende si è abbracciati e si ha il piacere del dare l abbraccio. Dentro c’è tutto. Le parole non servono, in quell’istante  sono sostituite dalla pacche sulle spalle, troveranno il loro senso qualche minuto più tardi

Il Peters è il luogo sacro degli Oceanici. Il bar in cui tutti si incontrano e tutti scambiano le prime parole dopo le traversate. Ci si raccontano le esperienza  storie, si ride, si beve, insomma si fa festa.  Un piccolissimo bar che profuma di storie di mare e di buon legno, con le pareti coperte di foto e di stendardi di varie barche. L’atmosfera è molto piacevole e la fiesta pronta. Si brinda ci si guarda contenti,  e tra sconosciuti di un tempo, ora amici,  ci si complimenta per quanto fatto. Le parole ripercorrono i momenti ed inevitabilmente si esorcizzano quei palazzi attraverso cui siamo passati. Ma, soprattutto… , si agogna la seconda doccia in 17giorni ed un sonno riposante senza essere sbattuti nel letto, senza i rumori che ci hanno accompagnato.

16 interno

15 cafe

 

 

 

 

 

Qui ad Horta conosco il mitico Erminio, un parmigiano che abita sull’ isola da ben oltre 15 anni. Un personaggio speciale, un esploratore camminatore, documentarista, conoscitore della natura che ama queste isole ed oramai ne fa parte. Come si definisce lui uno di fuori ma ad altissimo livello. E’ genuinità fatta persona, sembra un burbero, seminascosto tra capelli riccissimi, barba, ed il cappuccio del suo kway rosso, ma uno di quelli che sanno annusare le persone al volo e se si, dopo due minuti ti lasciano entrare nel loro mondo, con affetto. Quel tipo di affetto che solo le persone che nella vita ne hanno viste molte e ne  hanno vinte alcune sono capaci di dare.

Con Toni ci prendiamo un paio di giornate per visitare Faijal, le Azzorre sono uno spettacolo.

Un’altra bella avventura è terminata. Meglio, è appena iniziata.

 

17 tramonto

 

 

 

 

 

 

Riferimenti

Le foto principalmente di tramonti, alcuni filmati, li troverete sulla pagina facebook di SailingTheWeb , sulla pagina Pinterest www.pinterest.com/sailingtheweb ,  il racconto del viaggio sul blog whttp://www.sailingtheweb.it/sail-your-passion/post-generici/oceano-il-re-dei-mari-2/ e http://www.sailingtheweb.com/sail-your-passion/places/the-ocean-king-of-the-seas-by-luca-magni/ per lingua inglese, video su you tube www.youtube.com/users/sailingthewebitaly/videos

twitter @sailingtheweb

 

Luca Magni

www.sailingtheweb.it

Sailing the Web

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *