Il decalogo dello skipper

Doveri e diritti dello skipper

“Una barca nell’oceano è, o per lo meno dovrebbe essere, una dittatura illuminata”.
-Tristan Jones

Ah fai lo skipper? Nooooo, è il mio sogno!

Pagati per andare in barca a vela, a zonzo tra una baia e l’altra, senza dover necessariamente preoccuparsi di come trovare le calorie necessarie, abbronzati, spesso in buona compagnia e con una corsia preferenziale per il certificato di maschio alfa e conseguente attenzione privilegiata dell’equipaggio dell’altro sesso (e non sempre solo dell’altro). Il tutto per qualche piccola manovra!

 Ma allora… perchè non tutti fanno lo skipper? Vediamo cosa ne penserete dopo aver attentamente letto una sintesi dei suoi diritti e doveri, che vi sarà certamente utile per sapere cosa aspettarvi dal vostro capitano, e quale parte invece spetta a voi. Ci teniamo comunque a premettere che, al di là di diritti e doveri, l’armonia e la disciplina in barca dipendono, cosi’ come tante altre cose nella vita, da sottili equilibri e impalpabili attitudini tra individui diversi che devono quantomeno condividere il desiderio di andar per mare.

 a. Responsabilità: lo skipper è il responsabile civile e penale dell’imbarcazione e dell’equipaggio. Se diverse forme di assicurazione possono eliminare la variabile pecuniaria, la responsabilità penale rimane come una invisibile spada di damocle che fa capolino a ogni strambata indesiderata. Se un passeggero, per suo proprio errore, cade e si ferisce, lo skipper è responsabile. Se un passeggero, pur contravvenendo a un ordine dello skipper, mette in gioco la propria vita e/o quella degli altri, lo skipper risulterà comunque responsabile. Da tale responsabilità risulta il suo principale diritto, di cui ai punti successivi, essenzialmente il diritto di effettuare determinate scelte, spesso segnate dal dono dell’impopolarità. Detto in breve, lo skipper puo’ dare ordini all’equipaggio, che è anche legalmente obbligato ad eseguirli. Lo skipper non è responsabile di quanto avviene all’interno delle cabine e bagni dei passeggeri, che sono privati. Lo skipper deve assicurarsi, quando si lascia la barca da sola, che eventuali oblò rimasti aperti non compromettano la sicurezza dell’imbarcazione e dei suoi strumenti. Se però un passeggero lascia aperto un oblò sopra la cabina, viene un temporale e si bagna la cuccetta, non si dovrà certo incolpare lo skipper. Il capitano ha la totale responsabilità dell’ancoraggio e dell’ormeggio: quand’anche fosse un membro dell’equipaggio ad ancorare, lo skipper si dovrà accertare che l’ancora sia effettivamente in presa. Lo stesso per le cime d’ormeggio.

Piu’ specificatamente il comandante:

– deve assicurarsi che i documenti di bordo siano in ordine

– deve prendere visione degli avvisi ai naviganti e dei bollettini meteo relativi alla zona interessata alla navigazione, quindi non maledicetelo quando tenta di decifrare la gracchiante voce computerizzata del canale 68;

– deve assicurarsi che l’imbarcazione sia efficiente in ogni sua parte e che sia rifornita di combustibile e viveri sufficienti per la navigazione, quindi sopportate pazienti le sue contrazioni facciali quando vi fate lunghe docce o usate un bidone d’acqua per sciacquare una tazzina;

– deve assicurarsi dell’esistenza e della piena efficienza delle dotazioni di sicurezza;

– deve programmare la navigazione, ecco perchè dovreste sempre vederlo con un libro in mano o una carta piena di disegni;

– deve informare le autorita’ portuali circa il programma in caso di navigazione prolungata e fornire un elenco delle persone ospiti a bordo;

  • deve illustrare alle persone imbarcate il funzionamento delle dotazioni di sicurezza;

  • deve assegnare ad ognuno un compito nelle eventuali necessita’ di manovre con cattivo tempo

– e’ responsabile della condotta della navigazione ha il dovere di prestare soccorso ad unita’ in difficolta’, sempre che cio’ non comprometta la sicurezza delle persone che sono a bordo della propria imbarcazione o dell’imbarcazione stessa;

  • si deve presentare appena possibile alle Autorita’ portuali e, se si trova all’estero, anche alle autorita’ consolari, segnalando gli eventuali eventi straordinari verificatisi in navigazione

  • in caso di evento straordinario dovra’ recarsi prima possibile, e comunque entro le 24 ore, in Capitaneria di Porto e sporgere denuncia dell’accaduto.

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