Noleggio barca tra privati

’’Art. 49-bis. – (Noleggio occasionale). – 1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera c), può effettuare, in forma occasionale e con unità fino a 18 metri di lunghezza, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell’unità.

2. Il comando e la condotta dell’imbarcazione possono essere assunti dal titolare, dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’imbarcazione ovvero attraverso l’utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all’articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l’istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasiona li di tipo accessorio di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003. 

3. Ferme restando le previsioni di cui al presente Titolo, l’effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuarsi mediante modalità telematiche, all’agenzia delle entrate e alla capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all’lNPS ed all’INAIL, nel caso di impiego di personale ai sensi del terzo periodo del presente comma.

L’effettuazione del servizio di noleggio in assenza della comunicazione alla capitaneria di porto comporta l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 55, comma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all’lNPS o all’lNAIL comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73. 

4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro sono definite le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 3.

5. I proventi derivanti dall’attività di noleggio di cui al comma 1, sono assoggettati a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un’imposta sostitutiva delle Imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del venti per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all’attività di noleggio l’imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’acconto relativo all’imposta sul reddito delle persone fisiche e’ calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l’imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva, nonché di ogni altra disposizione utile ai fini dell’attuazione del presente comma. la mancata comunicazione all’agenzia delle entrate prevista dal quarto periodo del comma 1 preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero. comporta la decadenza del medesimo regime».

6 Commenti for “Noleggio barca tra privati”

Ivan Revelli

dice:

Il problema è che non è ancora praticabile, mancano i provvedimenti attuativi. Cioè l’agenzia delle entrate e la capitaneria di porto non hanno ancora informazioni sull’applicazione di tale legge, in sostanza è come se la legge fosse ferma in un limbo.

Tutto ciò crea un enorme danno, dato che se un armatore decide di praticare tale pratica, incorre nelle sanzioni, ma può fare ricorso e vincerlo.

Se avete informazioni ulteriori in merito e potete approfondirle ve ne sarei molto grato, io e centinaia di armatori interessati a tale argomento.

Marco

dice:

caro Ivan,

è un tema certamente complesso ma è comunque inappuntabile che sia possibile uscire con la propria barca con ospiti paganti a bordo avvisando per e.mail la Capitaneria di Porto e la Agenzia delle Entrate. Con in mano una copia di tale mail e un regolare contratto di noleggio e la sentirei di uscire in tutta tranquillità. Inoltre si puo’ anche considerare che i noleggi che si effettuano nelle acque territoriali di piu’ di uno stato (quindi Liguria-Costa Azzurra, Istria-Venezie, Sardegna-Corsica, Marche-Croazia e Puglia-Grecia Ionica) non sono soggette alle legislazioni di nessuno dei due stati. In questo caso è sufficiente un chiaro contratto di noleggio che espliciti il fatto che i due porti di partenza ed arrivo sono diversi. Questo fatto quantomeno puo’ essere di aiuto oltre ad altri piccoli accorgimenti tecnici. Mi contatti alla mail del sito per saperne di piu’ (area charter-consulente Sailsafe)
Buon vento
Marco

Niki Bori

dice:

Non capisco come la legge debba sempre intervenire su quello che facciamo, regolamentando tutto per renderci la vita sempre più difficile. Addirittura pretendono di comunicare quello che facciamo, all’agenzia delle entrate, all’IMPS, all’INAIL, alla capitaneria di porto, con le relative sanzioni in caso di non comunicazione. Ebbene no, non sono daccordo! Addirittura tre ministeri si sono messi insieme per renderci la vita ancora più complicata sia per farci sborsare altri soldi, sia per effettuare ulteriori controlli in modo da approfittare ad infliggere sanzioni, spudoratamente, come è nelle loro nefaste abitudini. Devono smetterla d’intervenire in qualsiasi cosa facciamo, dovrebbero prendere esempio dalla Francia dove il charter tra privati è libero e senza alcun obbligo né fiscale né previdenziale e non c’è l’obbligo di avvertire la capitaneria. Perché in Francia, nel noleggio tra privati, non ci sono obblighi di legge? In primo luogo, la barca a vela non è considerata un bene di lusso. Sono al corrente che le spese di manutenzione di una barca sono elevate anche per chi i lavori li fa da solo. In Italia non esistono più dalle zone in cantire per effettuare i lavori da soli. Tutto è proibito, controlli a tappeto della guardia di finanza perché vogliono sapere se la barca possiamo permettercela. Queste brutte persone non capiscono che in molti hanno acquistato una barca quando guadagnavano meglio, ma che ora o sono andati in pensione o hanno smesso la loro attività per l’impossibilità di fare impresa in Italia. Di questo non ne tengono conto ed è una delle disattenzioni di chi ci governa, esteso a tutte le categorie che rende l’italia un paese difficile da vivere. Altro che bel pase! Coraggio e votate 5 stelle per mandarli tutti a casa.

Mark

dice:

Niki, ma cosa dici???
In Francia non è possibile noleggiare la propria imbarcazione. Figuriamoci poi “senza alcun obbligo fiscale”…
Là se evadi le tasse se ti va bene paghi un multone, altrimenti finisci in galera. Mica come qui da noi.
Informati prima di scrivere falsità
Ciao

Marco

dice:

Al termine di un confronto con le amministrazioni interessate UCINA è riuscita ad ottenere l’adozione di un modello unico circa la comunicazione che deve essere inviata agli uffici della Capitaneria di porto e all’Agenzia delle Entrate.

Prima dell’inizio di ciascun noleggio occasionale deve dunque essere compilato un solo documento in formato pdf, a breve disponibile sul sito http://www.guardiacostiera.it , che poi deve essere inviato a mezzo posta elettronica alla Capitaneria di porto territorialmente competente e alla casella dc.acc.noleggio@agenziaentrate.it

Nel caso che il noleggio dia luogo a prestazioni di lavoro – con l’ingaggio di uno “skipper” – va fatta anche la comunicazione all’Inps e all’Inail, attraverso le modalità operative già previste dalla legge per l’inizio delle attività di prestazione occasionale.

Va ricordato che nel caso delle imbarcazioni per condurre l’unità in noleggio occasionale è sufficiente la patente nautica, per le navi da diporto è invece richiesto il titolo professionale. Gli introiti maturati, nel limite di 30.000 euro annui, sono poi sottoposti a tassazione secondo l’aliquota forfettaria del 20%.

ricky

dice:

…leggo in una nota recante la nuova informativa riguardante il noleggio privato della propria unità galleggiante: Attenzione: la disposizione è stata modificata dal Dl 69/2013; in precedenza, la possibilità di fruire del regime sostitutivo era limitata alle persone fisiche ed era subordinata a un limite quantitativo di proventi: 30.000 euro annui mentre ORA i proventi possono essere assoggettati a un’imposta sostitutiva del 20%, se i contratti hanno una durata complessiva non superiore a 42 giorni.
Ma allora se uno cede la sua “barca” a € 100 al giorno può arrivare al misero tetto di € 4.200 anzichè il precedente di € 30.000.
Se qualcuno ne sa di più………? Grazie, Ricky.

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