Preparare una crociera

Vi sono solamente due modi per navigare in barca a vela. Con tanto tempo e con poco tempo a disposizione. Visto che la maggior parte degli umani appartiene alla seconda categoria, e’ inutile sperare di giungere ‘laddove nessun uomo e’ mai giunto prima’, ma e’ piuttosto saggio avvalersi dell’esperienza altrui per godere appieno del tempo a disposizione. Indi l’acquisto del portolano.

Il tempo e’ denaro. E’ sempre meglio essere informati sulla zona dove navigherete, anche per poter partire il tardo pomeriggio dopo la consegna della barca senza spendere la notte in un porto che in molti casi sara’ tutt’altro che invitante. La spesa di un portolano o di una guida nautica di quella zona e’ paragonabile al costo di un’ora di noleggio, quindi e’ senz’altro piu’ che giustificata e facilmente ammortizzabile. Poi ci si gove l’approssimarsi della crociera anche in poltrona. Almeno procuriamoci una carta nautica o un atlante dettagliato per trovare porti e ridossi, facendo smodato uso anche dei nostri itinerari. E’ quindi consigliabile partire per la crociera con davanti ben chiara una condizione di questo genere come ad esempio una carta della zona Baleari Est, con Maiorca a sinistra e Minorca in alto a destra.

 

Ora, e’ evidente che se partissimo da Porto Colom (una delle nostre basi) il 31 ottobre, avremmo un vento sostenuto di circa 25 nodi da SW che ci porta a sfruttare una magnifica navigazione verso le baie intorno a Cap del Freu, seguiti da un giorno di calme e brezze dove esplorare la baia di Pollensa e Capo Formentor, dove dormiremo la seconda notte, e di nuovo un bel vento al traverso se partiamo a mezzogiorno della domenica per giungere a Minorca. Poi tre giorni per esplorare la costa nord e scendere con un leggero vento e a motore nuovamente verso Maiorca dopo la nostra settimana.
Se invece partissismo il sabato, come succede quasi sempre, il discorso cambia, e se volessimo visitare Cap Formentor ci toccherebbe poi fare la traversata a motore, quindi alcune scelte si impongono: o ci godiamo le bellezze selvagge di Capo Formentor e ci ripariamo sulla sua costa nord, oppure approfittiamo della sventolata per fare la traversata diretta su Minorca, sperando di poter avere un vento favorevole al ritorno.
In ogni caso e’ evidente come sia essenziale essere sempre un passo avanti al tempo, e le previsioni meteo sono un fattore essenziale.

 

 

La preparazione della barca
Riprendiamo qui alcune osservazioni presenti sul nostro file sulla sicurezza, tenendo presente che noi consigliamo sempre di partire subito dopo il check in cosi’ se succede qualcosa non lo scoprite la domenica mattina quando il capobase e’ stravolto e superficiale. Sabato sara’ stressato ma e’ sempre li. Uscite, aprite le vele e se qualcosa non va fate sempre in tempo a rientrare.
‘Le barche sono ok, il problema sono gli uomini’ Joseph Conrad
E’ assolutamente vero che raramente gli incidenti sono il frutto di un difetto della barca. Cio’ non toglie che una piccola occhiata gliela dobbiamo riservare durante ogni istante della navigazione. Per quanto il nostro interesse sia la navigazione a vela, e’ fondamentale capire che il motore e’ essenziale anche nelle situazioni di emergenza. Solo un motore affidabile e ben mantenuto potra’ consentirci di raggiungere un ormeggio sicuro durante una burrasca, mantenere vivi gli impianti elettrici della barca e le batterie, funzionare come pompa di sentina di emergenza e a volte rimontare un vento infido che ci spinge troppo in costa. A parte i normali controlli (olio acqua e filri), vi raccomandiamo di conoscere bene:
– come avviare il motore senza la chiave (usare il bottone sopra il teleruttore o facendo ponte sul cavo di avviamento (occhio alle scintille);
– saper verificare che il cavo di spegnimento possa ritornare in posizione di alimentazione;
– individuare rapidamente le prese a mare e verificare che l’acqua di mare entri correttamente in circolo e ne esca;
– conoscere il circuito di alimentazione in modo che eventuali impurita’ del gasolio non lo ostruiscano;
– assicurarsi che il motore abbia la sua batteria autonoma e che i servizi di bordo non la utilizzino (quindi usare il parallelo solo in caso di emergenza);
– il sistema di spurgo del motore, qualora il flusso del gasolio si fermi.
Il consiglio generale e’ di conoscere come il motore parte e si alimenta. Se cio’ accade, ovvero parte, e’ improbabile che un motore diesel si spenga. In ogni caso e’ buona norma, con cattivo tempo, accendere il motore con largo anticipo rispetto alle manovre di ormeggio o ancoraggio, per consentire adeguate contromisure. In caso di prolungata burrasca, accendere il motore con frequenza per mantenere le batterie ben cariche e per assicurarsi che l’acqua di raffreddamento non ritorni ai cilindri a causa di sbandamenti della barca.

 

Preparazione dell’equipaggio
Anche se l’equipaggio non sa navigare e’ bene sappia dove stare e cosa fare in caso di cattivo tempo o di manovre di emergenza, e specialmente per ridurre la velatura e per ancorare in situazioni difficili. Consigliamo di avere sottomano e distribuire un piano di ‘emergenza’ nel caso qualcosa vada storto. Tutto sommato ognuno di noi e’ abituato a vedere la hostess che fa vedere come funzionano le maschere dell’ossigeno, o no?

Le dotazioni di sicurezza
Sono in molti i navigatori che preferiscono privilegiare la sicurezza della barca alle dotazioni di sicurezza. Prima pero’ ci preme sottolineare che, prima, molto prima ancora di pensare a come recuperare un uomo a mare, e’ molto meglio sapere bene come non perderlo!!!!
Elenchiamo quelle che socondo noi sono fondamentali, in ordine di importanza:
– lifelines senza interruzioni da poppa a prua e arnesi per attaccarvisi, anche e soprattutto per il timoniere;
– presenza di vele da tempesta;
– conoscenza perfetta, anche al buio, della manovra di riduzione della superficie delle vele;
– bussola illuminata;
– radio ben funzionante;
– riflettore radar;
– battellino gonfio, ben legato, zavorrato, pronto sul ponte (non necessariamente, e secondo alcuni proprio non, la zattera di salvataggio); chi naviga molto lo tiene, durante le traversate difficili, zavorrato/legato con taniche d’acqua in plastica, cosi’ prende due piccioni con una fava;
– estintore;
– giubbotti salvagente con fischietto e supporto al collo;
– le dotazioni di sicurezza ‘di legge’ (no comment): zattera della disperazione e fuochi d’artificio. Ricordate: la maggior parte delle barche abbandonate vengono trovate ancora a galla. Sulla zattera di salvataggio non si scende mai, vi si sale.

Prima di partire In caso di peggioramento del tempo o anche solo di insicurezza, e in ogni caso durante le traversate, specialmente notturne, e’ fondamentale:
– studiare molto bene la rotta, i fari, i porti e gli approdi piu’ vicini e di destinazione in modo da non trovarsi a doverli studiare con il maltempo;
– far riferimento a uno o piu’ waypoint GPS chiari, diretti e sicuri;
– studiare attentamente la meteo;
– chiudere correttamente i gavoni e gli oblo’, e in caso di cattivo tempo anche gli aereatori;
– fissare, e bene, tutto quello che si puo’ fissare a bordo;
– bloccare bene l’ancora;
– predisporre sempre arnese, attacco, fischietto, luce, luce bussola per il timoniere. Deve essere comunque libero di muoversi in pozzetto per gestire le scotte e ridurre vela;
– preparare l’equipaggio, i turni e la dieta.

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