Prova Dufour 425

Numeri della prova del Dufour 425.

Durata del test: 6 giorni
Vento: calmo per 2 giorni, superiore a 20 nodi per 3 giorni, 10-20 nodi per 1 giorno
Località: Golfo di Follonica e Isole Eolie
Periodo: maggio e novembre
Mare: al massimo mare mosso
Velocità raggiunta: 8,2 nodi in poppa
Emozioni al timone: 6,5

Giudizio complessivo:  prestazioni 7,5, attrezzatura 6, interni 5, vele 6,

Volevamo scoprire se ci fosse almeno un briciolo di differenza tra il Dufour, una classica produzione di serie premium, e altre barche della stessa categoria, visto che sembrano di fatto tutte uguali. Vero, le leggi dell’idrodinamica sono sempre difficili da combinare con una vasta coppia di cabine di poppa, ma chissà che un disegno sia migliore di un’altro. Un questo caso ci sembra sia proprio così. Eppur si muove.

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Infatti sono le prestazioni che ci hanno più favorevolmente colpito. Sarà per la presenza di una randa steccata, ma in effetti la barca cammina, sia con venti leggeri che medi. Sarà merito della leggerezza della barca e dell’attrezzatura? Già perché forse noi Sailingtheweb siamo forse un po troppo abituati a pasticche che pesano come una Panda e rotaie imbullonate come binari ferroviari, pero’ l’attrezzatura è un po leggerina, sarà che va di moda così. Il disegno quindi è sicuramente da premium, ma tutto cio’ che è imbullonato alla coperta sembra vittima del timore di farle male, come il puntone dell’ancora e le rotaie del genoa. Che è infatti un po piccolino. L’albero e il sartiame invece sono ben dimensionati e potrebbero reggere una vela più grande. La posizione dei verricelli non è la nostra preferita sul Dufour 425, ma almeno non sono incassati e nascosti come sui Sun Odyssey.

Al timone il Dufour 425 merita una adeguata sufficienza. Tra ruota e pala c’è una discreta affinità, per quatto nessun amore incondizionato e soprattutto nessuna reazione immediata. diciamo due coniugi al sesto anno. E tra pala e acqua si fa quel che si può, ma potrebbe andare peggio. Per chi è abituato ai Bavaria, il Dufour 425 è una escort di lusso.

dufour425_pic6

Scendendo sottocoperta ahimè scendiamo nella più anonima normalità, e l’innamoramento che ci è venuto navigando ci passa velocemente. Vero, almeno rimane il tavolo di carteggio ma vorrei tanto sapere dov’è che uno si può mettere comodamente sdraiato a fare una siesta, a leggere un portolano, a dimenticarsi che il mare esiste… Il divano infatti, per motivi che a noi rimangono totalmente oscuri, non ha angoli retti ma solo quelle curvate che non consentono né di appoggiarsi né di aggiungere un posto in più. E’ pura e distillata scemenza progettuale. Poi c’è la similpelle, e anche i dentici sanno che non è il miglior materiale per rivestire i cuscini di una barca.

La cucina è posizionata di fronte all’orribile salotto, non è la nostra posizione preferita ma di fatto è l’unica che permette la coesistenza di un tavolo di carteggio e di una toilette abbastanza grande.

Le cabine sono né più ne meno che standard. A poppa le solite cabine con letto basso e soffitto di plastica riciclata da una vecchia Croma, e prua un po più di lusso perché ci dorme chi paga.

 

 

 

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