Noleggio barche Grenadine e Grenada - Saint Vincent and the Grenadines

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Grenadine e Grenada
Barche Selezionate: solo barca o barca con skipper (9) / barca con skipper e hostess (9) / yacht di lusso (3)

Da vedere: St. Vincent, Bequia, Mustique, Tobago Keys


Quando andare: tra dicembre e maggio


Itinerario: Saint Vincent - Bequia - Mustique - Tobago keys - Mayreau - Petit Saint Vincent - Grenada


Miglia (approx) : 220


Durata:  1 o 2 settimane


Difficoltà : media


Meteo e notizie generali
Le meravigliose isole Grenadine offrono, a partire dalla metà di dicembre, una destinazione praticamente perfetta. Il vento non manca mai ma, a parte due brevi tratti tra le isole non riparati, la maggior parte della navigazione si svolge al riparo dei magnifici reef corallini che si estendono a est di Union e Mayreau. La stagione delle tempeste tropicali inizia a giugno e termina ai primi di dicembre, mentre la stagione in assoluto migliore va da metà gennaio a meta' aprile. L'Aliseo è il vento che soffia senza sosta, e a una forza media compresa tra i 12 nodi di notte e i 23-25 massimo di giorno. Nel periodo natalizio non sono rari i Christmas Winds, ovvero venti molto forti, tra i 28 e i 40 nodi, che soffiano anche da direzioni leggermente diverse dal classico est. Sono spessi accompagnati da groppi. Senza dubbio quindi le traversate tra le varie isole saranno divertenti e rapide. Siate comunque preparati a trovare un'onda decisamente oceanica tra le varie isole, come ad esempio tra Santa Lucia e Saint Vincent. Se volete evitare anche questa e proprio non amate le onde, allora richiedeteci un imbarco a Union o Grenada, oppure optate per le Isole Vergini.


Cambusa e ristoranti. Non aspettatevi la varietà e la scelta del Mediterraneo. Se anzi cercate una vacanza gourmet, è meglio ricordare che l'altra sponda dell'Atlantico non è generalmente famosa per le doti culinarie. Il pesce ai Caraibi non è presente in molte varietà. Diffusissimo il tonnetto e lo sgombro, ma se siete abituati al pinna gialla resterete delusi. Delizioso invece, se lo trovate, il dolphin Fish, un grosso pesce lundo e sottile con una fronte gialla molto pronunciata. Al sale è strepitoso. Alle grenadine le aragoste sono comunissime e abbastanza grandi, anche se leggermente piu' stoppose delle nostre. come carni, tutto quello che c'è ai Caraibi è importato congelatzo dagli stati uniti o dalla francia, e non sono tanti i posti dove fare la spesa. Consigliamo di far fare la spesa a bordo o scegliere una crociera cruise con tutto compreso, far la spesa in tutti i Caraibi davvero non è un gran divertimento.Tra i ristoranti le Grenadine non hanno molto da offrire. A Bequia consigliamo il Frangipani, mentre a Union è abbastanza famoso per le aragoste il ristorantino sul porto. Di fatto l'unico posto dove valga davvero uscire a cena è qualche ristorantino tipico di Grenada. Nella stragrande maggioranza dei casi si mangia in barca.


Burocrazia
Le autorità dei vari stati caraibici amano la burocrazia e, dal momento che non c'è davvero carenza di staterelli, una crociera di amplio respiro puo' significare anche troppe soste ai porti. Purtroppo non sempre immigrazione e dogana sono vicine e di nuovo purtroppo le pratiche sono obbligatorie. Tenete presente che Martinica, Santa Lucia, Saint Vincent/Grenadine e Grenada sono 4 stati diversi! A ogni passaggio considerate anche che è previsto un esborso economico, non eccessivo ma pur sempre fastidioso, e che queste voci, qualora siate su una barca a noleggio, non sono comprese nel prezzo.


Ancoraggi
Per gli ancoraggi piu' famosi alle grenadine consigliabile l'ancora da sabbia.


St. Vincent and the Grenadines
Venendo da nord, ad esempio Santa Lucia o Martinica, la prima baia calma in cui fermarsi, tra l'altro anche molto bella, è Cumberland Bay, una baia amplia e piacevole ma con una pessima fama per quanto riguarda l'ospitalità degli abitanti a terra. Zona di pirati, potrebbe anche succedervi di incontrare Johnny Depp, perchè parte del set della serie Pirati dei Caraibi, è nella baia appena piu' a sud, Wallilabu, ma le possibilità sono remote, mentre non garantiamo l'indole amichevole dei villici a terra - che è basata esclusivamente sull'esistenza di transazioni commerciali, quindi assente se non comprate nulla. In ogni caso lasciate sempre qualcuno in barca. Certamente pero' sono Caraibi veri... Costruiranno certamente qualche resort turistico...


Per la burocrazia e l'ormeggio a Saint Vincent, l'unica opzione si trova parecchio a est della città, nella piccola baia formata con l'Isola-resort di Young Island, dove ci sono anche alcuni pontili e boe private, oltre che un buon ristorante. Per andare in città ci sono decine di pulmini privati, dove potrete per prezzi modici non solo andare nei supermercati del centro o vicino all'aeroporto, ma anche testare fino a che numero di decibel riescano a sopportare gli indigeni quando ascoltano reggae. A Saint Vincent lungo il porto c'è anche il mercato del pesce, l'unico della nazione e quindi di conseguenza il migliore. Vi sono anche vari mercati cittadini per frutta e verdura, oltre che tutti gli uffici per le autorità e le pratiche burocratiche. Peccato che le decine di bancarelle offrano esattamente la stessa varietà di prodotti e uno si chiede se il sistema distributivo sia efficiente o meno... Probbailmente il migliore supermercato è quello alle spalle dell'aeroporto, che ha anche un discreto pane.


Bequia

Port Elisabeth
Questa amplia baia è probabilmente la piu' frequentata delle isole sopravento, e di tutti i Caraibi meridionali. A Capodanno si contano facilmente 150-200 barche e ci stanno tutte. Se vi piace la vita notturna prediligete la zona sud vicino alle spiagge e ai tanti locali dove scorrono fiumi di birra e rum. Ancorate invece piu' lontani se preferite la pace. Vi sono anche diverse spiaggette magnifice lungo tutta la penisola sud. Pur protetto dal mare, il vento qui non scherza, accelerato com'è dalle alte colline intorno alla baia. Qui è davvero essenziale testare bene che l'ancora abbia fatto presa e non è una brutta idea appennellare due ancore sulla stassa catena. Ricordo un giorno in cui un catamarano stava visibilmente arando e un tranquillo inglese, rivolto agli imbarazzati e impotenti ospiti in movimento, disse loro che 'delle due l'una... o ci sono 140 barche che vanno avanti, o voi state andando indietro'. Acqua e gasolio sono offerte da un paio di locali barche appoggio a prezzi 'leggermente' rialzati, ma non c'è alternativa. La stessa gang controlla anche i water taxi. Sono sempre in giro, uno spinello in bocca e aria truce, e sarebbe preferibile non rimanere bloccati in spiaggia dopo le 4 del mattino. Nel caso invece vi succeda, puo' essere che siano cosi' fumati che si dimentichino di farvi pagare, ma il risparmio economico è una magra consolazione alla tensione che vi assalirà nel dovervi affidare a tali loschi figuri.


A livello di locali, i preferiti dai marinai sono il Frangipani e il Gingerbread, che sembrano possedere infinite quantità di alcolici. Sembra ci sia una regola non scritta che impedisce ai frequentatori di andarsene senza eccessive libagioni. Qui non manca la musica live e i moletti per i tender sono senza dubbio i piu' frequentati dei Caraini.

Mustique
E' l'isola di Mick Jagger e compagnia. C'è un parco boe ma le bellezze dell'isola restano nascoste dietro alte siepi e in ogni caso non esiste un clima di grande accoglienza verso chi approda per la giornata.

Mayreau e Tobago Cays
Mayreau sfoggia alcune baie splendide e altrettanto popolari. Le principali sono Salt Whistle Bay e Saline Bay la prima a ovest e la seconda a sudest, protetta dal reef. In questa zona dei Caraibi i reef sono praticamente concentrati al largo delle isole Mayreau e Union, e il risultato, davvero spettacolare, si chiama Tobago Keys. Prima di tutto vi raccomndiamo di non farvi prendere dalla gola perchè raggiungere le lagune significa un discreto zigzagare in mezzo al corallo. Le carte sono abbastanza precise e di fatto basta l'assenza di barche a indicare gli affioramenti troppo spinosi, ma una vedetta a prua o la usate qui oppure non vi servirà altrove. Usate comunque gli accessi normali e trafficati e ricordate che la definizione di scorciatoia resta sempre 'la via piu' breve per le secche'. Giunti nelle due lagune lo spettacolo è strepitoso, perchè tra voi e l'Africa c'è solamente l'oceano, e la trasparenza dell'acqua, costantemente purificata dalla corrente oceanica, è strepitosa. Qui davvero le barche galleggiano nell'aria e val davvero la pena godersi il posto su Google Earth. Vi consigliamo di provare anche il passaggio tra le isole di Petite Bateau e Petite Rameau.
I nativi frequentano le lagune con rapide lance e vendono piu' o meno tutto quello di cui si possa avere bisogno in un paradiso tropicale, ovvero aragoste, pane, pesce ed eventualmente T-shirts. Vendono, mi si dice, anche prodotti con discreto effetto allucinogeno, sempre che il caronte non li finisca prima di arrivare alla vostra barca.
Se vi piacciono i tropici, questo è puro paradiso, con le sue acque cristalline, lo snorkeling sul corallo e le spiagge bianche. Certo, sono in molti a condividere questa visione, quindi non sarete soli, ma la laguna e' vasta e non c'è sensazione di affollamento.


Union Island offre una rara combinazione di servizi e bellezza con Clifton Harbour. Il reef protegge una baia tranquilla, che è circondata anche da piccole case e ristoranti, tra cui la famosa baracca sul reef che offre solo aragosta e birra. A Clifton c'è anche l'aeroporto quindi è il posto ideale per imbarcarsi, oltre a una chandlery discreta ma tenete presente che da queste parti quello che non hanno ci mettono poco a farlo. L'unico problema sembra essere il fondo, dato che l'ancora ci mette una vita a prendere..


Appena a sud di Union c'è la magnifica Petite Saint Vincent (PSV). A ovest c'è un reef che forma una delle lingue di sabbia piu' famose dei caraibi, dove non manca l'ombrellone solitario piu' fotografato al mondo. E' il perfetto ancoraggio di mezzogiorno... Ancorate a sud, passeggiate oltre l'isoletta e fate snorkiling lungo il reef a nord della sabbia. PSV è connessa a Petite Martinique da un piccolo reef, ne risulta una baia calma e ospitale, il cui lato nord, quello di PSV, è davvero stupendo per ancorare la notte. E' molto meno frequentato ma personalmente lo preferiamo anche alle Keys. Poi da qui è un minuscolo salto per Petite martinique che geograficamente fa parte dello stesso arcipelago, ma è in un'altra nazione, Grenada. Quio non ci sono controlli ma le tasse sul cibo e sopratutto la birra sono piu' basse, quindi non stupitevi se vedrete le barche in fila a caricare casse di birra. Lo fanno anche i supermercatini di Union. Ma d'altronde comprare a meno è l'anima del commercio. E del contrabbando.


La crociera continua a sud per Carriacou, asua volta in acque di grenada. Le spiagge a sud sono famose e poi a Tyrrel bay c'è l'unico cantiere degno di questo nome. Anche due bar famosi innalzano il livello di popolarità di quest'isola.



La traversata tra Carracou e Grenada passa per un paio di isolette davvero degne di nota, anche solo per la diversa conformazione. Ronde Island offre un buon ancoraggio in Corn Store bay. Se c'è un posto dove la voglia di cercare tesori è piu' forte della razionalità, è qui. D'altra parte c'è anche l'unico vulcano attivo della zona, sottomarino e chiamato Kick'em jenny, ovvero prendili a calci Jenny, e il capitano prudente è consigliato di navigarne bene alla larga quando, appunto, tira calci...


La bellissima isola di Grenada è certamentela piu' spettacolare di tutta la zona, oltre che la meno frequentata e piu' sconosciuta. Vale assolutamente la pena perdersi tra le sue ricche foreste, fresche cascate e stupende vallate senza limitarsi alle spiagge bianche e alle profonde baie (che pero' sono tutte al sud dell'isola). Questo significa che se venite da nord dovete navigare almeno fino a S. George, la capitale, per trovare riparo dall'onda lunga. Cone le sue casette colorate, i porto di pietra vittoriano, i vecchi magazzini e le ville intorno alla baia, St George è sicuramente la capitale piu' bella dei  Caraibi. Anche se la popolazione locale difficilmente vincerà la vostra simpatia istantanea (se cercate gente davvero ospitale cambiate destinazione), la distruzione causata da Ivan nel 2007 è stata un colpo davvero eccessivo. 85% degli edifici soffri' danni importamnti e 198 delle 200 barche andarono perdute (anche perchè saccheggiate dai locali), a ulteriore conferma che nella stagione degli uragani è meglio scegliere la Sicilia...


Lo Yacht Club di grenada è il nostro porto preferito a sud di Antigua e tutta la costa sud è indentata da diversi profondi fiordi con decine di ancoraggi davvero splendidi e solitari che vale la pena esplorare. Scegliete Port Egmont (dove tra l'altro potete fare dogana) o Prickly Bay, con le loro lagune blu, baretti e ristorantini davvero locali.

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