10 cose da non perdere in Costa Azzurra

  1. La magia delle isole Lerins
  2. Una notte all’ancora a Villefranche
  3. Una passeggiata al faro di Porquerolles
  4. Una a base di Bouillabaisse a Marsiglia, Antibes o Villefranche
  5. Cap Ferrat, le sue baie, il faro e la sua passeggiata
  6. L’Isola di Port Cros, parco naturale affascinante e integro
  7. Sbarcare a Nizza e scoprire a piedi l’antico centro della città, e un piatto di frutti di mare al Cafè de Turin
  8. Cannes, e non solo quando c’è il festival del cinema
  9. Il vecchio porto di Marsiglia, centro di una città piena di sorprese
  10. Eze village

 

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Villefranche e Cap Ferrat

Certamente le auto che scorrazzano sulla Bas Corniche non sono più quelle di Brett Sinclair o Cary Grant, peccato… ma per qualche oscura ragione le ville e la baia che circondano Villefranche e St Jean Cap Ferrat sembrano resistere agli scempi stilistici del decennio del gossip che si scatenano poche miglia più a est, a Montecarlo. Sarà che sono ben poche le ville che passano di mano in questo tempio dell’alta società, ma per qualche ragione gli eccessi si limitano ai superyacht ogni tanto ancorati nella tranquilla rada. E per quanto esclusivo nessuno potrà mai chiudere la meravigliosa passeggiata che segue ogni metro del capo, pochi metri sopra gli scogli.
Per gli amanti delle cittadine, due i gioiellino. La genovesissima Villefranche con i suoi carrubi, e la meravigliosa Eze village, a picco sulla costa, con le sue stradine e mura medievali.

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Nizza

Vista da lontano non è particolarmente affascinante anche perché Monsieur 10%, il sindaco che la ha gestita per decenni, non ha lesinato sulle concessioni edilizie. Ma nonostante la stecca qui i lavori pubblici li eseguono, e anche bene. La Promenade des Anglais è inarrivabile come passeggiata sul mare, la piazza del mercato piace come trent’anni fa, le viuzze del centro conservano il medesimo fascino e plotoni di inglesi hanno investito nelle vecchie case di Nizza trasformandone molte in veri gioielli. Molto bella anche la zona del vecchio porto, che purtroppo pero’ è piccolo e non brillantemente gestito.
Città ideale nel caso di una fermata con maltempo. Noleggiate un’auto e visitate i villaggi dell’interno come i bellissimi Peillon, Peille e Coaraze

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Antibes e l’entroterra

Sarebbe un errore lasciarsi suggestionare dalle vie del quartiere dei contrabbandieri di Antibes, i Safraniers, o dal suo mercato coperto o dalla immensità del suo porto. O dalle sue spiagge e la sua perfetta passeggiata lungo le mura. Quello che vale davvero la pena fare qui è noleggiare un’auto e perdersi nell’interno visitando St Paul de Vence e Cagnes. Non è un caso che gli impressionisti venissero qui a creare e ispirarsi. Qui trovate il museo Miro e potete anche cenare sotto un Picasso originale alla Colombe D’Or. Se siete più interessati ai piatti che ai quadri, allora Mougins resta la patria della moderna nouvelle cuisine e ci sono tante stelle Michelin quante in tutta la Lombardia. Se invece è il profumo che cercate, allora Grasse è il vostro paese ideale.

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Isole Lerins e Cannes

Il ‘vostro’ ha certamente un debole per queste due piccole isole, specialmente per St Honorat, e per le chiare acque del canale che le separa. Non c’è quantità di barche, anche se a tratti sembra che siano tutte qui, che riesca a diminuirne il fascino. Dopo il tramonto parte l’ultima barca per turisti e anche le grandi barche a motore tornano in passerella a Cannes, lasciando St Honorat ai monaci, ai loro ospiti e ai velisti di passaggio. Allora resta lo sciabordio delle onde sotto l’antica fortezza sul mare, il profumo di macchia, il rintocco delle campane e l’ininterrotto canto delle cicale. Nella vostra passeggiata non mancate di far visita al monastero, che accetta ospiti i quali, ovviamente, sono soggetti ai loro ritmi.
Chi invece cerca un po più di mondanità deve percorrere giusto quattro miglia e ormeggiare a Port Canto, dove da mostra di se una discreta percentuale dei personaggi presenti su riviste come Vanity Fair. Il sacro e il profano a un vero e proprio tiro di schioppo. Schioppi, tra l’altro, che non mancano in  diverse notti d’estate vista la fantasia pirotecnica degli indigeni.

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 St Tropez, Ramatuelle e Cap Benat

Chi adora le Lerins raramente si straccia le vesti per visitare St Tropez, dal momento che è difficile immaginare cosa i due luoghi abbiano in comune al di fuori del mare. Brigitte Bardot e Gigi Rizzi non sono più esattamente il tipo di frequentazione abituale oggigiorno, sostituiti da rampolli d’oltrecortina che abbondano in liquidi inteso come banconote e hanno certamente contribuito ad alzare il prezzo di un buon Martini cocktail a Ramatuelle, ed ad abbassarne la qualità. Resta quindi certamente una sosta non noiosa per chi ama il genere. Per chi invece preferisce serate più tranquille e non ama lubrificare i ragazzini del porto per avere un ormeggio decente, ci sono le bellissime spiagge e baie protette da Cap Benat e Cap Camarat a spezzare la rotta tra Lerins e Port Cros.

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Port Cros

Semplicemente: bellissima. Parco Marino protetto, Port Cros è la prima meta in quella parte di costa dove improvvisamente le barche a motore quasi spariscono. Sembra quasi che il faro di St Tropez rappresenti una barriera insormontabile, la fine dei distributori di gasolio. Così l’arcipelago di Porquerolles resta quasi sempre ad appannaggio dei velisti, del vento e della tranquillità . Potete ormeggiare nella bellissima rada di Port Man o vicino all’isola di Bagaud, ma in ogni caso non perdete una passeggiata sulle scogliere che danno verso il mare aperto, inalando l’essenza del mare Mediterraneo.
Per romantici

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Porquerolles

Più grande ed abitata della sua vicina, Porquerolles resta una delle più belle mete di Francia. Tre bellissime baie lungo la costa nord offrono ancoraggi stupendi. Chi ama i tramonti e la cucina gourmet scelga quello più a ovest, ai Langoustier dove c’è tutt’ora il miglior ristorante dell’isola. Ai meditativi si consiglia la camminata per il faro, dove avrete un istantaneo impulso a diventarne i guardiani. I velisti in ogni stagione si divertono a fare anche semplicemente il giro della bellissima isola, che il Maestrale rende un’esperienza spesso elettrizzante.

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