Noleggio barche in Costa Azzurra

C’è qualcosa di magico nel tratto di costa tra Imperia e Porquerolles, e non è semplicemente la distanza da Milano o Torino. Più o meno la conosciamo tutti, ma bene davvero la conoscono in pochi, e non vi stancherete mai di esplorare i suoi porticcioli storici, gli antichi borghi, i mercati con i sapori della Provenza e dell’imbattibile qualità della vita – in ogni stagione.

 

10 cose da non perdere in Costa Azzurra

  1. La magia delle isole Lerins
  2. Una notte all’ancora a Villefranche
  3. Una passeggiata al faro di Porquerolles
  4. Una a base di Bouillabaisse a Marsiglia, Antibes o Villefranche
  5. Cap Ferrat, le sue baie, il faro e la sua passeggiata
  6. L’Isola di Port Cros, parco naturale affascinante e integro
  7. Sbarcare a Nizza e scoprire a piedi l’antico centro della città, e un piatto di frutti di mare al Cafè de Turin
  8. Cannes, e non solo quando c’è il festival del cinema
  9. Il vecchio porto di Marsiglia, centro di una città piena di sorprese
  10. Eze village

 

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Villefranche e Cap Ferrat

Certamente le auto che scorrazzano sulla Bas Corniche non sono più quelle di Brett Sinclair o Cary Grant, peccato… ma per qualche oscura ragione le ville e la baia che circondano Villefranche e St Jean Cap Ferrat sembrano resistere agli scempi stilistici del decennio del gossip che si scatenano poche miglia più a est, a Montecarlo. Sarà che sono ben poche le ville che passano di mano in questo tempio dell’alta società, ma per qualche ragione gli eccessi si limitano ai superyacht ogni tanto ancorati nella tranquilla rada. E per quanto esclusivo nessuno potrà mai chiudere la meravigliosa passeggiata che segue ogni metro del capo, pochi metri sopra gli scogli.
Per gli amanti delle cittadine, due i gioiellino. La genovesissima Villefranche con i suoi carrubi, e la meravigliosa Eze village, a picco sulla costa, con le sue stradine e mura medievali.

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Nizza

Vista da lontano non è particolarmente affascinante anche perché Monsieur 10%, il sindaco che la ha gestita per decenni, non ha lesinato sulle concessioni edilizie. Ma nonostante la stecca qui i lavori pubblici li eseguono, e anche bene. La Promenade des Anglais è inarrivabile come passeggiata sul mare, la piazza del mercato piace come trent’anni fa, le viuzze del centro conservano il medesimo fascino e plotoni di inglesi hanno investito nelle vecchie case di Nizza trasformandone molte in veri gioielli. Molto bella anche la zona del vecchio porto, che purtroppo pero’ è piccolo e non brillantemente gestito.
Città ideale nel caso di una fermata con maltempo. Noleggiate un’auto e visitate i villaggi dell’interno come i bellissimi Peillon, Peille e Coaraze

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Antibes e l’entroterra

Sarebbe un errore lasciarsi suggestionare dalle vie del quartiere dei contrabbandieri di Antibes, i Safraniers, o dal suo mercato coperto o dalla immensità del suo porto. O dalle sue spiagge e la sua perfetta passeggiata lungo le mura. Quello che vale davvero la pena fare qui è noleggiare un’auto e perdersi nell’interno visitando St Paul de Vence e Cagnes. Non è un caso che gli impressionisti venissero qui a creare e ispirarsi. Qui trovate il museo Miro e potete anche cenare sotto un Picasso originale alla Colombe D’Or. Se siete più interessati ai piatti che ai quadri, allora Mougins resta la patria della moderna nouvelle cuisine e ci sono tante stelle Michelin quante in tutta la Lombardia. Se invece è il profumo che cercate, allora Grasse è il vostro paese ideale.

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Isole Lerins e Cannes

Il ‘vostro’ ha certamente un debole per queste due piccole isole, specialmente per St Honorat, e per le chiare acque del canale che le separa. Non c’è quantità di barche, anche se a tratti sembra che siano tutte qui, che riesca a diminuirne il fascino. Dopo il tramonto parte l’ultima barca per turisti e anche le grandi barche a motore tornano in passerella a Cannes, lasciando St Honorat ai monaci, ai loro ospiti e ai velisti di passaggio. Allora resta lo sciabordio delle onde sotto l’antica fortezza sul mare, il profumo di macchia, il rintocco delle campane e l’ininterrotto canto delle cicale. Nella vostra passeggiata non mancate di far visita al monastero, che accetta ospiti i quali, ovviamente, sono soggetti ai loro ritmi.
Chi invece cerca un po più di mondanità deve percorrere giusto quattro miglia e ormeggiare a Port Canto, dove da mostra di se una discreta percentuale dei personaggi presenti su riviste come Vanity Fair. Il sacro e il profano a un vero e proprio tiro di schioppo. Schioppi, tra l’altro, che non mancano in  diverse notti d’estate vista la fantasia pirotecnica degli indigeni.

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 St Tropez, Ramatuelle e Cap Benat

Chi adora le Lerins raramente si straccia le vesti per visitare St Tropez, dal momento che è difficile immaginare cosa i due luoghi abbiano in comune al di fuori del mare. Brigitte Bardot e Gigi Rizzi non sono più esattamente il tipo di frequentazione abituale oggigiorno, sostituiti da rampolli d’oltrecortina che abbondano in liquidi inteso come banconote e hanno certamente contribuito ad alzare il prezzo di un buon Martini cocktail a Ramatuelle, ed ad abbassarne la qualità. Resta quindi certamente una sosta non noiosa per chi ama il genere. Per chi invece preferisce serate più tranquille e non ama lubrificare i ragazzini del porto per avere un ormeggio decente, ci sono le bellissime spiagge e baie protette da Cap Benat e Cap Camarat a spezzare la rotta tra Lerins e Port Cros.

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Port Cros

Semplicemente: bellissima. Parco Marino protetto, Port Cros è la prima meta in quella parte di costa dove improvvisamente le barche a motore quasi spariscono. Sembra quasi che il faro di St Tropez rappresenti una barriera insormontabile, la fine dei distributori di gasolio. Così l’arcipelago di Porquerolles resta quasi sempre ad appannaggio dei velisti, del vento e della tranquillità . Potete ormeggiare nella bellissima rada di Port Man o vicino all’isola di Bagaud, ma in ogni caso non perdete una passeggiata sulle scogliere che danno verso il mare aperto, inalando l’essenza del mare Mediterraneo.
Per romantici

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Porquerolles

Più grande ed abitata della sua vicina, Porquerolles resta una delle più belle mete di Francia. Tre bellissime baie lungo la costa nord offrono ancoraggi stupendi. Chi ama i tramonti e la cucina gourmet scelga quello più a ovest, ai Langoustier dove c’è tutt’ora il miglior ristorante dell’isola. Ai meditativi si consiglia la camminata per il faro, dove avrete un istantaneo impulso a diventarne i guardiani. I velisti in ogni stagione si divertono a fare anche semplicemente il giro della bellissima isola, che il Maestrale rende un’esperienza spesso elettrizzante.

Informazioni essenziali

  • Basi per noleggio barche: Mentone, Cannes, St Raphael,  Le Lavandou, Tolone,
  • Aeroporto di riferimento: Nizza
  • Periodo ideale per noleggio barche: tutto l’anno
  • Partenze: il sabato in alta stagione
  • Durata consigliata charter: 5-7 giorni
  • Tipi di noleggio barche disponibili: ogni tipo di noleggio, da bareboat a luxury charter
  • Costi medi: a partire dai 90 euro a testa per imbarchi individuali.

Cosa mangiare in Costa Azzurra

Questa è una specie di via Lattea di stelle Michelin e se il budget non è un problema praticamente non c’è limite al meglio. Per il velista che non riesce a portarsi dietro la cravatta o la camicia con i gemelli, consiglierei una serie di ristoranti che incidono relativamente sul conto corrente ma lasciano il segno nei ricordi: Cafè de Turin a Nizza, Le Safranier ad Antibes, Chez Fonfon a Marsiglia, Il Giunchetto a Ospedaletti, Cotè Sud a Mentone e La Garoupe a Cap d’Antibes. In Provenza hanno inventato la cucina moderna quindi ogni consiglio è superfluo, ma non perdetevi la Bouillabaisse, che da Fonfon a Marsiglia è addirittura trionfale.

Cambusa: sorvolando sul fatto che apparentemente nei mercatini di strada francesi sembra aggiungano uno zero rispetto ai prezzi di Catania, il cuoco avrà di che pascersi nei mercati di strada, tra cui da non perdere Sanremo, Beaulieu, Nizza, Antibes, St Tropez e Bormes.

Ancoraggi in Costa Azzurra


St.Jean Cap Ferrat/Villefranche
. Questo maestoso capo crea una serie di baie e cale che nel complesso offrono il migliore approdo di tutta la Costa Azzurra. Lungo le rive tra St. Jean e Nizza c’è di tutto, ville lussuose nei boschi di pino marittimo, piccole chiesette dedicate ai santi protettori dei marinai, il magnifico borgo genovese di Villefranche, e una lunga passeggiata tra spiagge bianche e rocce a picco. Nemmeno alcuni obbrobri edilizi riescono a diminuire il fascino di Cap Ferrat. Ci si ancora nella baia di St. Jean, oppure nelle due piccole baie tra Cap Ferrat e Saint Hospice ( 43°41’7.80″N, 7°20’10.29″E), e generalmente si passa una notte tranquilla nella grande rada di Villefranche, che è solo aperta al Libeccio. Lungo le terrazze delle ville in fondo alla baia cinquant’anni fa Cary Grant affascinava Grace Kelly sotto la direzione di Alfred Hitchcock in Caccia al Ladro, e il fascino dello stile ‘Costa Azzurra’ resta immutato da allora.

Nizza: ormeggio al Porto Vecchio, passeggiata nelle calli del centro storico, cena a frutti di mare al Cafè de Turin in Place Garibaldi, e mercato il mattino in Place Gautier. Se c’è mare, noleggiate l’auto e visitate l’entroterra nizzardo di Peille e Peillon. Capirete perchè anche il velista piu’ incallito ormeggia piu’ che volentieri in una città di oltre un milione di abitanti.

Antibes: Port Vauban è il piu’ grande marina della zona ed è appena fuori le mura della cittadina, una delle poche dove il vecchio mercato è coperto da una struttura liberty. Alcune viuzze della città vecchia hanno il fascino perfetto della buganvillea. L’unico difetto è quella popolarità forse eccessivamente democratica della gita domenicale franco-italiana… Questo è decisamente lo stop che in alta stagione potrebbe deludere. Se il porto è pieno (piu’ per lo scarso impegno dei gestori che per l’effettiva mancanza di posti), c’è una coppia di baie proprio a sudovest del molo.

Cannes – Isole Lerins. Sulla terraferma ci sono il porto e la passeggiata piu’ frequentemente ammantate di Red Carpet al mondo, mentre a due miglia sull’isola di Saint Honorat è tutt’ora possibile desinare con i monaci in religioso silenzio nel monastero fondato nel 410. E’ qui facile ironizzare sulla saggia tendenza dei religiosi nella scelta dei loro luoghi di preghiera… Il vasto specchio d’acqua tra le due isole è uno dei migliori ancoraggi della zona, e mai come qui si benedice la prossimità della Cannes snob, dal momento che i superyacht sembrano temere il silenzio delle cicale e lasciano in pace il velista dopo il tramonto per incolonnarsi all’ingresso di Port Canto e cenare in bellavista della fantozziana parata di curiosi. Dalle isole solo il silenzio delle campane del monastero. Attenzione agli scogli che proseguono sull’asse delle isole e al bassofondo a mezzo canale. Ancorate saggiamente a seconda del vento tra le isole.

Rade D’Agay. Vasta baia sulla lunga tappa tra Saint Tropez e Cannes. Direi che una sosta in questa baia deve essere piu’ dettata dalla necessità dovuta a un colpo di Mistral che al fascino delle sue rive. Meglio una nuotata vicino alle rocce di Cap Esterel.

St Tropez. Se amate i bagni di folla, è la vostra meta. Il fascino dei vicoli che hanno conquistato Brogitte Bardot è inalterato, ma è raro goderseli da soli. Altissima la percentuale di nouveau riches separati dalle numerose famiglie Lionesi in vacanza a Saint Maxime solo dal prezzo delle consumazioni. Il vecchio porto è un gioiello e grazie al cielo resta un’area riservata per le barche a vela, altrimenti la passeggiata si svolgerebbe tra antiche mura da una parte e terrazza di plastica illuminate a giorno dall’altra. In ogni caso qui è dimostrata la legge per cui la tendenza umana al raggrupparsi è totalmente democratica.

Cap Camarat-Cap Benat. Considerando che lascerete Saint Tropez tardi e certamente più poveri di quando siete arrivati, le spiagge e le baie racchiuse dai tre capi a sudovest di Saint Tropez vi consentiranno una sosta finalmente gratuita in baie relativamente tranquille ma con acque cristalline e spiagge davvero splendide. Aperte a sud, proteggono molto bene dal Mistral, ma quello che ci piace di più è la limpidezza dell’acqua e le rive selvagge, finalmente libere dall’eccessiva edificazione che perseguita il navigatore fin dalle… Cinqueterre!

Port Cros. Ci deve essere una specie di filtro che impedisce agli yacht di grandi dimensioni di spingersi oltre Cap Camarat. Anche il fastidioso boato dei loro motori cala fin quasi a scomparire e avvicinandosi all’arcipelago di Porquerolles si entra nel regno della vela. Evitate di avvicinarvi all’Ile du Levant che è riserva militare, e passate una notte veramente tranquilla nella stupenda baia di Port Man, sull’isola di Port Cros, quasi totalmente coperta da un parco naturale. Vero, la baia sembra non avere fondo, ma vale davvero la pena inserirla nell’elenco dei waypoint (43° 0’37.14″N, 6°24’48.85″E). Ogni anfratto dell’isola dove vi è permesso ancorare vi stupirà, specie se prendete maschera e boccaglio per scoprire i segreti del parco marino. C’è una notevole serie di sentieri per le montagne dell’isola.

Porquerolles è un’isola dove si spenderebbe volentieri una settimana, ma soffre davvero di eccessiva frequentazione estiva. In alta stagione ogni pochi minuti un barcone scarica centinaia di sudatissimi francesi e tedeschi, gli stagionali del porto sono in perenne stato confusionale e quando arriva il Mistral non c’è riparo. Ma le spiagge sono meravigliose, il faro da sogno ed è un piacere perdersi nelle ombrose strade dell’isola. C’è solo un modo per prendere posto: arrivare tra le 11 e le 12 chiedendo il permesso di fare acqua, che di solito è concesso. Vi diranno sempre dal gommone che non c’è posto, poi sul molo arriverà un addetto meno scontroso che vi chiederà se vorrete stare anche la notte. Una volta che avete il posto, tenetevelo. Poi noleggiate una bicicletta e godetevi l’isola, specialmente dopo che i barcono con i turisti se ne sono andati.

Metereologia

La zona è famosa fin dai tempi della scuola per il suo ‘clima mite’, in più’ effettivamente il Mistral arriva nella zona molto di rado e solleva poco mare, ma questa non è una scusa per rimanere sorpresi quando anche ad agosto arriva una forte libecciata o una umida sciroccata, venti a cui oggettivamente la zona è naturalmente indifesa. Altre volte sia Mistral che grecale, birichini, possono iniziare a correre lungo la costa e non è divertente trovarsi a 20 miglia sottovento dal porto poche ore prima del check out. Anche qui, e anche in estate, è sano ascoltare il bollettino: canali 22, 23 e 24 per Monaco Radio, 24 ore al giorno

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