10 cose da non perdere tra le BVIe le Grenadine

1. Tobago Keys, il reef, l’ancoraggio più bello dell’Atlantico
2. Una serata a Bequia, la barca in rada e la festa a terra
3. La spiaggia di The Baths, a Virgin Gorda
4. Il reef di Anegada, alle BVI
5. Petit St Vincent
6. Jost Van Dyke – BVI, anche solo per il nome
7. Le aragoste sul molo a Clifton harbour – Union Island
8.Il fascino dello yacht club e della cittadina di St Georges a Grenada
9. Mustique, l’isola più esclusiva dei Caraibi
10. Il Cuba libre Cane Garden Bay – BVI

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 Vergini Britanniche – The Baths

Certo una delle spiagge più fotografate dei Caraibi, se non del Mondo, non può anche aspirare a essere un deserto dei tartari, ma vale la pena perdersi per queste acque e sabbie cristalline. Parco nazionale, qui i vulcani e la natura si sono divertiti a giocare con la lava e il granito e hanno creato sculture di roccia alte anche 15 metri, una vera particolarità ai Caraibi

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 Anegada – BVI

E’ l’unica delle BVI a emergere grazie al corallo invece che alla forza dei vulcani. Con i suoi 28 metri di altezza non spicca certo per doti di visibilità ma il suo fascino sta nel reef e nelle acque coralline. L’Horseshoe Reef, ovvero ferro di cavallo, è lungo 18 miglia ed è il più grande dei Caraibi, e il quarto al mando. Per chi ama i relitti ne troverà a dozzine sul fondo, e questo significa anche che il corallo è più duro delle chiglie quindi attenzione naviganti!

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Cane Garden Bay, BVI

Quando sarete stufi di corallo e roccia e magari più interessati ad affaticare il fegato con un cuba Libre in qualche bar Caraibico, seguite gli ‘yachties’ e ancorate a Cane Garden Bay dove non mancheranno i bar, i ristoranti e la compagnia di altri equipaggi che in questa zona hanno tutti, come caratteristica, una sete inestinguibile

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 Jost Van Dyke

In un posto con un simile nome come si fa a non ancorare? Manco a dirlo era un covo di pirati, inizialmente sotto dominio olandese. Poi ci sono arrivati i Quaccheri, sarà per contrappasso ai pirati. E’ forse l’isola più tipica dell’arcipelago, lussureggiante e al confine tra l’Oceano e il mare protetto dell’arcipelago.

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St. Vincent and the Grenadines
Venendo da nord, ad esempio Santa Lucia o Martinica, la prima baia calma in cui fermarsi, tra l’altro anche molto bella, è Cumberland Bay, una baia amplia e piacevole ma con una pessima fama per quanto riguarda l’ospitalità degli abitanti a terra. Zona di pirati, potrebbe anche succedervi di incontrare Johnny Depp, perchè parte del set della serie Pirati dei Caraibi, è nella baia appena piu’ a sud, Wallilabu, ma le possibilità sono remote, mentre non garantiamo l’indole amichevole dei villici a terra – che è basata esclusivamente sull’esistenza di transazioni commerciali, quindi assente se non comprate nulla. In ogni caso lasciate sempre qualcuno in barca. Certamente pero’ sono Caraibi veri… Costruiranno certamente qualche resort turistico…

Per la burocrazia e l’ormeggio a Saint Vincent, l’unica opzione si trova parecchio a est della città, nella piccola baia formata con l’Isola-resort di Young Island, dove ci sono anche alcuni pontili e boe private, oltre che un buon ristorante. Per andare in città ci sono decine di pulmini privati, dove potrete per prezzi modici non solo andare nei supermercati del centro o vicino all’aeroporto, ma anche testare fino a che numero di decibel riescano a sopportare gli indigeni quando ascoltano reggae. A Saint Vincent lungo il porto c’è anche il mercato del pesce, l’unico della nazione e quindi di conseguenza il migliore. Vi sono anche vari mercati cittadini per frutta e verdura, oltre che tutti gli uffici per le autorità e le pratiche burocratiche. Peccato che le decine di bancarelle offrano esattamente la stessa varietà di prodotti e uno si chiede se il sistema distributivo sia efficiente o meno… Probbailmente il migliore supermercato è quello alle spalle dell’aeroporto, che ha anche un discreto pane.

Bequia

Port Elisabeth
Questa amplia baia è probabilmente la piu’ frequentata delle isole sopravento, e di tutti i Caraibi meridionali. A Capodanno si contano facilmente 150-200 barche e ci stanno tutte. Se vi piace la vita notturna prediligete la zona sud vicino alle spiagge e ai tanti locali dove scorrono fiumi di birra e rum. Ancorate invece piu’ lontani se preferite la pace. Vi sono anche diverse spiaggette magnifice lungo tutta la penisola sud. Pur protetto dal mare, il vento qui non scherza, accelerato com’è dalle alte colline intorno alla baia. Qui è davvero essenziale testare bene che l’ancora abbia fatto presa e non è una brutta idea appennellare due ancore sulla stassa catena. Ricordo un giorno in cui un catamarano stava visibilmente arando e un tranquillo inglese, rivolto agli imbarazzati e impotenti ospiti in movimento, disse loro che ‘delle due l’una… o ci sono 140 barche che vanno avanti, o voi state andando indietro‘. Acqua e gasolio sono offerte da un paio di locali barche appoggio a prezzi ‘leggermente’ rialzati, ma non c’è alternativa. La stessa gang controlla anche i water taxi. Sono sempre in giro, uno spinello in bocca e aria truce, e sarebbe preferibile non rimanere bloccati in spiaggia dopo le 4 del mattino. Nel caso invece vi succeda, puo’ essere che siano cosi’ fumati che si dimentichino di farvi pagare, ma il risparmio economico è una magra consolazione alla tensione che vi assalirà nel dovervi affidare a tali loschi figuri.

A livello di locali, i preferiti dai marinai sono il Frangipani e il Gingerbread, che sembrano possedere infinite quantità di alcolici. Sembra ci sia una regola non scritta che impedisce ai frequentatori di andarsene senza eccessive libagioni. Qui non manca la musica live e i moletti per i tender sono senza dubbio i piu’ frequentati dei Caraini.

Mustique
E’ l’isola di Mick Jagger e compagnia. C’è un parco boe ma le bellezze dell’isola restano nascoste dietro alte siepi e in ogni caso non esiste un clima di grande accoglienza verso chi approda per la giornata.

Mayreau e Tobago Cays
Mayreau sfoggia alcune baie splendide e altrettanto popolari. Le principali sono Salt Whistle Bay e Saline Bay la prima a ovest e la seconda a sudest, protetta dal reef. In questa zona dei Caraibi i reef sono praticamente concentrati al largo delle isole Mayreau e Union, e il risultato, davvero spettacolare, si chiama Tobago Keys. Prima di tutto vi raccomndiamo di non farvi prendere dalla gola perchè raggiungere le lagune significa un discreto zigzagare in mezzo al corallo. Le carte sono abbastanza precise e di fatto basta l’assenza di barche a indicare gli affioramenti troppo spinosi, ma una vedetta a prua o la usate qui oppure non vi servirà altrove. Usate comunque gli accessi normali e trafficati e ricordate che la definizione di scorciatoia resta sempre ‘la via piu’ breve per le secche’. Giunti nelle due lagune lo spettacolo è strepitoso, perchè tra voi e l’Africa c’è solamente l’oceano, e la trasparenza dell’acqua, costantemente purificata dalla corrente oceanica, è strepitosa. Qui davvero le barche galleggiano nell’aria e val davvero la pena godersi il posto su Google Earth. Vi consigliamo di provare anche il passaggio tra le isole di Petite Bateau e Petite Rameau.
I nativi frequentano le lagune con rapide lance e vendono piu’ o meno tutto quello di cui si possa avere bisogno in un paradiso tropicale, ovvero aragoste, pane, pesce ed eventualmente T-shirts. Vendono, mi si dice, anche prodotti con discreto effetto allucinogeno, sempre che il caronte non li finisca prima di arrivare alla vostra barca.
Se vi piacciono i tropici, questo è puro paradiso, con le sue acque cristalline, lo snorkeling sul corallo e le spiagge bianche. Certo, sono in molti a condividere questa visione, quindi non sarete soli, ma la laguna e’ vasta e non c’è sensazione di affollamento.

Union Island offre una rara combinazione di servizi e bellezza con Clifton Harbour. Il reef protegge una baia tranquilla, che è circondata anche da piccole case e ristoranti, tra cui la famosa baracca sul reef che offre solo aragosta e birra. A Clifton c’è anche l’aeroporto quindi è il posto ideale per imbarcarsi, oltre a una chandlery discreta ma tenete presente che da queste parti quello che non hanno ci mettono poco a farlo. L’unico problema sembra essere il fondo, dato che l’ancora ci mette una vita a prendere..

Appena a sud di Union c’è la magnifica Petite Saint Vincent (PSV). A ovest c’è un reef che forma una delle lingue di sabbia piu’ famose dei caraibi, dove non manca l’ombrellone solitario piu’ fotografato al mondo. E’ il perfetto ancoraggio di mezzogiorno… Ancorate a sud, passeggiate oltre l’isoletta e fate snorkiling lungo il reef a nord della sabbia. PSV è connessa a Petite Martinique da un piccolo reef, ne risulta una baia calma e ospitale, il cui lato nord, quello di PSV, è davvero stupendo per ancorare la notte. E’ molto meno frequentato ma personalmente lo preferiamo anche alle Keys. Poi da qui è un minuscolo salto per Petite martinique che geograficamente fa parte dello stesso arcipelago, ma è in un’altra nazione, Grenada. Quio non ci sono controlli ma le tasse sul cibo e sopratutto la birra sono piu’ basse, quindi non stupitevi se vedrete le barche in fila a caricare casse di birra. Lo fanno anche i supermercatini di Union. Ma d’altronde comprare a meno è l’anima del commercio. E del contrabbando.

La crociera continua a sud per Carriacou, asua volta in acque di grenada. Le spiagge a sud sono famose e poi a Tyrrel bay c’è l’unico cantiere degno di questo nome. Anche due bar famosi innalzano il livello di popolarità di quest’isola.
La traversata tra Carracou e Grenada passa per un paio di isolette davvero degne di nota, anche solo per la diversa conformazione. Ronde Island offre un buon ancoraggio in Corn Store bay. Se c’è un posto dove la voglia di cercare tesori è piu’ forte della razionalità, è qui. D’altra parte c’è anche l’unico vulcano attivo della zona, sottomarino e chiamato Kick’em jenny, ovvero prendili a calci Jenny, e il capitano prudente è consigliato di navigarne bene alla larga quando, appunto, tira calci…

La bellissima isola di Grenada è certamentela piu’ spettacolare di tutta la zona, oltre che la meno frequentata e piu’ sconosciuta. Vale assolutamente la pena perdersi tra le sue ricche foreste, fresche cascate e stupende vallate senza limitarsi alle spiagge bianche e alle profonde baie (che pero’ sono tutte al sud dell’isola). Questo significa che se venite da nord dovete navigare almeno fino a S. George, la capitale, per trovare riparo dall’onda lunga. Cone le sue casette colorate, i porto di pietra vittoriano, i vecchi magazzini e le ville intorno alla baia, St George è sicuramente la capitale piu’ bella dei  Caraibi. Anche se la popolazione locale difficilmente vincerà la vostra simpatia istantanea (se cercate gente davvero ospitale cambiate destinazione), la distruzione causata da Ivan nel 2007 è stata un colpo davvero eccessivo. 85% degli edifici soffri’ danni importamnti e 198 delle 200 barche andarono perdute (anche perchè saccheggiate dai locali), a ulteriore conferma che nella stagione degli uragani è meglio scegliere la Sicilia…

Lo Yacht Club di grenada è il nostro porto preferito a sud di Antigua e tutta la costa sud è indentata da diversi profondi fiordi con decine di ancoraggi davvero splendidi e solitari che vale la pena esplorare. Scegliete Port Egmont (dove tra l’altro potete fare dogana) o Prickly Bay, con le loro lagune blu, baretti e ristorantini davvero locali.

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