10 posti da non perdere tra Turchia e Dodecaneso

1. Symi, il suo porticciolo e la sua baia
2. Una serata mondana a Rodi o a Marmaris insieme alla florida fauna di expats inglesi e tedeschi
3. Astipalia, la sua storia, i suoi crostacei e le sue baie
4. Kastellorizo, l’isola di Mediterraneo, la più bella della Grecia
5. Le tavernas greche… Non hanno stelle da Guida Michelin ma non stancano davvero mai, con le loro griglie e i loro intingoli
6. Boguz Buku, Lorima e la costa a sudovest di Marmaris
7. Le meravigliose e alpineggianti cale tra Gocek e Fetiye
8. Bozborun e la costa turca
9. I profondi fiordi a nord della penisola Datcka
10. L’acqua di Khalki e Alimia, le isolette a ovest di Rodi

DODECANNESO

 

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Kastellorizo

Resa famosa dal film ‘Mediterraneo‘, questa piccola isola, la più orientale degli antichi possedimenti italiani, ha un fascino difficile da descrivere. Ci sono due piccoli alberghi, sei o sette tavernas, alcune interessanti passeggiate sullae montagne a picco sul mare, e una bellissima collezione di case colorate molto carine e per la maggior parte ottimamente restaurate. Ma Megisti, questo il nome Greco, è molto più della somma delle singole componenti. E’ atmosfera di Grecia pura, lontana dal turismo perché il traghetto qui passa solo un paio di volte la settimana, è tempo che non scorre mai, è voglia di non andare mai via. E’ un tavolino con due sedie proprio sul mare dove alternare un cocktail e un bagno, con un buon libro in mano.
Per romantici, nostalgici e perché non si fugge mai da qualcosa ma verso qualcosa.

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Kos e Bodrum

Kos è insieme a Marmaris uno dei migliori e organizzati porti di imbarco per la zona grazie al suo aeroporto ben connesso da voli low cost. L’isola è carina anche se abbastanza anonima, molto carino invece in centro della città anche se a qualche purista l’isola appare troppo rumorosa e costruita. Darà quindi il caso che gli amanti della natura evitino anche la sciccosissima Bodrum, proprio dall’altra parte dello stretto, che è ormai la capitale del jet-set turco e russo. Ristoranti, superalberghi e mega yacht in porto. Chi si aspetta una Turchia religiosa e in via di sviluppo penserà di essere sbarcato nel paese sbagliato, visto che questa cittadina è più simile a Montecarlo che a Lerici…

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Astipalia

L’isola a forma di farfalla era un  antico rifugio di pirati. E prima isola del dodecanneso pur avendo un aspetto decisamente Cicladico.  Pessimo il porto, molto valida  la rada di Livadhi ad Ovest dello stesso  sotto il castello Veneziano del XIII secolo  divenuto in seguito un monastero. Da qui  scendendo sulla spiaggia si può facilmente raggiungere il villaggio a piedi in 15 minuti. C’è un piccolo aeroporto con collegamenti per Atene e Rodi. Era famosa già nell’antichità per le sue cozze e i sui astici, pero’ ahimè rimane solamente poco dell’antica abbondanza raccontata da Plinio. Quello che rimarrà sempre è la sua posizione relativamente isolata e tranquilla che, se una volta proteggeva i pirati, ora difende chi non ama il tran tran eccessivo di Rodi e Marmaris.

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Symi e Bozborun e penisola Datca

Il mare non conosce frontiere politiche e qui davvero è particolarmente bello poter navigare in acque indivisibili ma tra due culture molto lontane l’una dall’altra, specie se non dimentichiamo che Greci e Turchi, molto semplicemente, si odiano da millenni. Symi è il classico trionfo di case colorate e chiedete ortodosse e cattoliche che abbracciano un porto, Bozborun è un’altrettanto classica cittadina turca, accozzaglia di antico e moderno, di nuovo ad abbracciare un bellissimo porto. Da una parte le campane, dall’altra puntuale il muezzin ogni 4 o 5 ore. A Symi il meraviglioso tzatziki, a Bozborun gli ottimi Manti (il raviolo turcomanni presente da qui fino alla cina) in salsa di yogurt. In entrambi i porti, in ogni caso, la gente comune va oltre le divisioni e tutti, senza distinzione, sono semplicemente imbattibili con la ‘tavola’, ovvero il Backgammon…
A nord di Bozborun iniziano i lunghi fiordi della penisola Datca e il panorama cambia radicalmente. Non più isle brulle e spazzate dal vento ma profonde baie boscose e verdi. Non più Meltemi ma calma e mare piatto.

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Rodi

Da decenni paradiso della Grecia low cost, l’isola principale del Dodecanneso non merita di essere relegata a comprimaria. La città vecchia è certo molto turistica ma davvero affascinante. Il porto di Mandraki è certo molto affollato ma comunque molto bello. E in ogni caso ci vuole poco per fuggire alle orde di giovani inglesi che setacciano le birrerie locali. Basta per esempio salire fino a Koskinou per uscire dal tempo e dal rumore e mangiare in maniera strepitosa. Basta noleggiare un motorino e perdersi per le colline dell’interno o scoprire lo spettacolo dei picchi intorno a Monolithos. e basta scendere a Lyndos per fare un tuffo nella storia dell’antica Grecia.

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Marmaris e la sua costa ovest

La costa tra Marmaris e Bozborun è rossa, selvaggia, protetta dal Meltemi e davvero maestosa, ma gli intraprendenti turchi hanno saggiamente decorato alcune cale con sapienti ristorantini dotati di ormeggio, come ad esempio a Lorima, offrendo quindi un saggio mix di servizio e natura.
Marmaris è cresciuta enormemente negli ultimi anni, così come i suoi due marina. Vi sono centinaia di barche ormeggiate e gli inglesi l’hanno eletta come uno dei porti loro preferiti per la stagione invernale. Non stupitevi di trovare quindi non solo i soliti ristoranti turchi ma anche veri e propri pub. A Marmaris per forza di cose il frastuono della vita copre il canto del muezzin. E’ una eccellente base per noleggiare una barca anche grazie ai veloci e frequenti collegamenti con Rodi.

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Fetiye e la costa verso Marmaris

Passando Marmaris verso est il panorama cambia radicalmente. La costa di abbassa e si fa più verde, il Meltemi scompare e fa più caldo. E’ Turchia vera da queste parti, con una continua serie di cale e calette una dentro l’altra che sembrano laghi alpini, con acque verdissime circondate da pini marittimi che offrono un ottimo ormeggio.

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